Si è svolto il 27 novembre scorso presso l’Auditorium dell’INAPP in corso d’Italia a Roma, il workshop sui fabbisogni professionali, imprese e mercato.

Il workshop ha avuto il principale obiettivo di presentare i risultati di una serie di applicazioni empiriche tese ad approfondire il fenomeno del mismatching, ossia la mancata realizzazione dell’ incontro tra domanda e offerta di lavoro. La seconda parte della mattina ha previsto una tavola rotonda a cui hanno partecipato esperti di analisi delle professioni e responsabili delle risorse umane.

Una impresa su tre dichiara di voler aggiornare le competenze del proprio personale nel corso del 2020. I settori in cui si ha maggiore necessità di formazione sono il manufatturiero e i servizi. I dati recenti confermano che il fabbisogno formativo aumenta quando è maggiore la classe dimensionale dell’impresa e il suo livello di specializzazione tecnologica e digitale. Le aziende medio grandi continuano a considerare i fondi interprofessionali come il principale canale attraverso cui finanziare la formazione.

Tendenza un po’ diversa si rileva per le piccole imprese. Hanno spesso difficoltà a formare i lavoratori anche su argomenti tecnici, legati alle lavorazioni ma anche alla sicurezza. Tre aziende su quattro ritengono che la formazione non sia poi così necessaria potendo affiancare il lavoratore direttamente sul posto di lavoro. Una impresa su quattro evidenzia che i costi sono alti e che non è sempre facile accedere ai finanziamenti.

I relatori concordano nel definire la formazione una leva strategica per tutte le imprese, soprattutto alla luce dei cambiamenti repentini del mercato post crisi e delle evoluzioni tecnologiche. La maggior parte delle imprese non è digitalizzata, nel 2018 molte delle azioni definite come innovative hanno riguardato in realtà soltanto la sostituzione di macchinari tradizionali e già in uso.

Dal periodo di crisi ad oggi la domanda delle imprese è lievemente salita, non si inverte però di pari passo il tasso di disoccupazione. Ciò evidenzia di un mismatching crescente che deve essere gestito in collaborazione tra Istituzioni, mondo scolastico e universitario e imprese stesse.

Il mismatching caratterizza anche il mondo delle piccole imprese tra cui quelle edili. Le professionalità green ad esempio sono ancora poco presenti nonostante si rilevi un aumento costante della domanda di lavoro.

Dalle recenti statistiche si rileva uno spopolamento della forza lavoro a sud. Servono maggiori investimenti strutturali, ci sono aziende che potrebbero avviare un’attività in meridione, ad esempio quelle operanti nel mercato della green economy.

 
 
 
 
 

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