La riqualificazione urbana costituisce una grande opportunità per il nostro Paese, per le nostre città e per un rilancio del mercato e dell’industria delle costruzioni in forte recessione. Disporre di analisi e di strumenti innovativi è essenziale per raggiungere l’obiettivo di una progettazione e di una pianificazione adeguata ai processi di trasformazione in corsa, prestando la massima attenzione a fenomeni come le dinamiche demografiche, le esigenze dei cittadini e quelle delle imprese.

E’ da questo presupposto che nasce la collaborazione tra la Triennale di Milano e il Formedil per diffondere una nuova cultura del costruire che prende spunto da esperienze diverse, anche internazionali, e da nuovi modelli proposti dai grandi Studi di architettura e urbanistica.

La prima occasione sarà offerta da un duplice incontro con Hidetoshi Ohno, professore dell’Università di Tokyo, ideatore del progetto “Fibercity Tokyo 2050”: un grande lavoro di ricerca urbanistica basato sul binomio tra fibre (unità strutturale) e tessuto (modello organizzativo): il 1 Ottobre, al MAXXI di Roma in occasione delle Giornate della Formazione in Edilizia 2014 organizzate dal Formedil a partire dalle ore 10; il 2 Ottobre, presso la Triennale di Milano dalle 17.30 l’architetto giapponese terrà una “lectio magistralis” che sarà introdotta dal Presidente della Triennale di Milano Claudio De Albertis.

——————————————————

Hidetoshi Ohno nasce nel 1949 nella prefettura di Gifu, in Giappone e si laurea in Architettura nel 1972 presso l’Università di Tokyo. Dopo aver conseguito nel 1975 un master in architettura presso la Graduate School of Engineering dell’Università di Tokyo, nel 1976 lavora come architetto presso la Maki and Associates fino al 1983. Dal 1988 (fino al 1999) assume la cattedra di Design Architettonico ed Urbanistico come professore associato presso l’Università di Tokyo e nel 1997 diventa dottore in Ingegneria e subito dopo ricercatore presso la Technical University of Delft, nei Paesi Bassi. Dal 1999 è professore, sempre presso l’Università di Tokyo, insegnando sia nel Dipartimento di Architettura che nella Facoltà di Ingegneria.

Il principale campo della ricerca di Ohno è la teoria della progettazione architettonica e urbanistica e si concentra prevalentemente sulla forma dell’ambiente in cui si vive ed sul suo significato. Un settore di ricerca improntato ad analizzare il significato dell’interfaccia tra l’architettura e la città caratterizzata da un punto di vista spaziale: ‘frontal edge of architecture’ o ‘hyousou’ in giapponese.

Fibercity

La principale ricerca di Ohno è “Fibercity/Tokyo 2050”, un progetto che mira a un cambiamento radicale dei paradigmi di pianificazione urbanistica e progettazione architettonica.

L’invecchiamento progressivo della popolazione e la forte tendenza alla concentrazione nelle città sono due fenomeni che stanno provocando un forte cambiamento di visione dei centri urbani. Basti pensare che a Roma, secondo una ricerca del CISR (Centro di Ricerche su Roma) dell’Università La Sapienza, nei prossimi dieci anni il rapporto tra anziani e giovani minori di 15 anni sarà di due a uno.

Tokyo non fa eccezione, infatti è da questi presupposti che nasce il progetto Fibercity Tokyo 2050 di Hidetoshi Ohno. Dato che, secondo alcune stime, nel 2050 il Sol Levante si alleggerirà della presenza di circa quaranta milioni di cittadini si tratta di ripensare i luoghi dove essi vivono, rinforzando le “fibre” della città madre (da qui il termine Fiber) in modo che il tessuto non si slabbri e mantenga la sua unione. Fibercity è una teoria della pianificazione che cerca di controllare lo spazio urbano e si basa su una metafora che vede la città come unione di fibre (unità strutturale) e tessuto (modello organizzativo).

Le fibre che attraversano le metropoli sono le strade con gli uffici e i negozi, le linee della metropolitana, le relazioni tra i cittadini, elementi da tenere uniti grazie ad un modello gestionale e organizzativo molto efficiente e high tech. Fibercity fornisce teorie e strategie di intervento per città già esistenti e per le periferie dando peso e valore agli elementi storici e strutturali, traendo il massimo dalle preesistenze e cambiando e manipolando gli elementi lineari per rispondere al meglio ai bisogni delle future generazioni.

La strategia di base è di ottenere il risultato migliore con il minimo investimento, dando il giusto rispetto alla continuità storica utilizzando tecnologie sia nuove che tradizionali.

 
 
 
 
 

powered by YoYo comunicazione