Sono passati circa 13 anni dal primo protocollo nazionale tra il Formedil e l’AIF per la regolamentazione della formazione degli operatori specializzati alla conduzione delle macchine complesse nel settore delle fondazioni consolidamenti e indagini nel sottosuolo. Ad oggi oltre 4.000 addetti si sono dotati di un patentino abilitante alla conduzione della macchina attraverso un percorso formativo erogato dal sistema formativo del Formedil a livello territoriale, Scuole Edili/Enti unificati, cosi come disciplinato dal Ccnl edile.

Tra questi numeri nessuna presenza femminile, ma con grande sorpresa proprio alla fine del 2020, anno che si è contraddistinto negativamente per la presenza del corona virus, in un clima di incertezza e di maggiore attenzione alla sicurezza, ecco che, Jessica e Jennifer Bacchi, dell’impresa Flumar, ottengono il patentino presso la scuola edile di Reggio Emilia, dopo il percorso formativo per grande diametro secondo l’ultimo protocollo d’intesa che vede insieme FORMEDIL e AIF.

Ci piace riportare le parole di Jennifer: “Flumar si occupa di edilizia infrastrutturale ed è a conduzione famigliare. La nostra passione è cresciuta vivendo sin da piccole il cantiere. Nostro padre Mauro ci ha sempre, e da subito, rese partecipi della vita del cantiere e ci ha catapultato in questo mondo. Il nonno Desiderio idem. A tavola si masticava ogni giorno cantieri, macchinari e barche da lavoro. E’ stato un processo naturale.
Io sono laureata in economia e management, mia sorella è geometra. Ci dividiamo quindi i compiti in base alle competenze personali.
Abbiamo iniziato anche presto ad usare le macchine movimento terra: pale ed escavatori. Siamo state precoci anche in quello ad ottenere la relativa abilitazione. Ancora oggi alcuni trasportatori si meravigliano quando ci vedono a bordo delle macchine. È piuttosto divertente vedere le loro espressioni, ma per noi è naturale.
Sto cercando di fare lo stesso con mia figlia e anche mia sorella con la sua bambina. Le portiamo con noi, quando è possibile.
Le più grandi soddisfazioni le abbiamo quando le varie DL e i RUP ci riconoscono le nostre effettive capacità, ammettendo le loro scarse aspettative al primo impatto. Il risultato premia sempre!
L’ottenimento del patentino da perforatore è stato un bellissimo traguardo personale. Ritengo che sia un mestiere adatto a tutti: uomini e donne. In generale non credo che ci siano settori adatti o non adatti alle donne. Sta tutto nella volontà personale e nel mettersi in gioco.
Non ci sono delle particolari doti personali per operare nel settore sicuramente devi amare stare a contatto con la natura, non temere il clima, e lavorare in squadra per risolvere i problemi. Molti italiani dovrebbero rivalutare questa professione”.

 
 
 
 
 

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