Anche quest’anno, con soddisfazione, Formedil e CNCPT congiuntamente, nell’ottica della unificazione che si sta definendo, presentano il Rapporto di Attività elaborato in collaborazione con il CRESME, per fornire un significativo quadro dell’attuale stato della sicurezza e della formazione del settore, ma anche per favorire un momento di riflessione e di stimolo alle imprese che dovranno affrontare un periodo di trasformazione e sostenere sfide che, guardando con un po’ di ottimismo al futuro, possano riaccendere il “motore dell’edilizia”.
Il rapporto, per come è configurato, per le diverse parti di cui è composto, fornisce un mix di informazioni che per le attività formative e per quelle della sicurezza sono riferibili all’anno per il quale avviene l’indagine, ma per la parte strutturale relativa al personale dipendente ed alle sue caratteristiche e per i servizi al lavoro è invece attualizzato alla data di “chiusura” del questionario, quindi con informazioni ancora più recenti che arrivano alla metà del 2018.
Purtroppo le condizioni del settore non sono migliorate dallo scorso anno come testimoniano l’incuria e il degrado ben visibili in interi quartieri delle nostre città, specialmente nelle periferie.
Nei lunghi dieci anni che vanno dal 2008 al 2018 il settore delle costruzioni ha da un lato perso 600.000 occupati, senza contare tutti quelli dell’indotto e 120.000 imprese e dall’altro ha avviato una nuova fase di cambiamento e profonda evoluzione. L’edilizia si è caratterizzata in una frammentata attività di ordinaria manutenzione incentivata dalle agevolazioni fiscali, più che in una forte riqualificazione del patrimonio edilizio esistente che si fa sempre più vecchio e obsoleto, mentre nulla o quasi è stato fatto in termini di rigenerazione urbana. Questo scenario ha accentuato, nella crisi, il processo di frammentazione della domanda e dell’offerta modificando, conseguentemente, la struttura delle presenze imprenditoriali sui cantieri edili.
Frammentazione e specializzazione segnano ormai anche le nuove costruzioni. Soprattutto ha introdotto sui cantieri forme contrattuali nuove che non si riconoscono in quella edile. L’esempio più chiaro della situazione che si è determinata è che le Casse Edili/Edilcasse hanno perso il 53% degli operai iscritti, mentre la flessione complessiva degli operai che lavorano nelle costruzioni è stata, per l’Istat del 32%, venti punti percentuali di differenza.
Questi dati ci dicono che una parte importante dell’offerta non ricorre, in cantiere, al contratto degli edili e opera con altri tipi di contratti, generando in primo luogo, una competizione non corretta sull’acquisizione delle commesse tra imprese di costruzioni che rispettano il contratto edile e imprese che usano contratti di altra natura. Va ricordato che il contratto edile è frutto di una attenta conoscenza del settore delle costruzioni, della sua bilateralità, dei suoi tassi di stagionalità e ciclicità, dei suoi rischi di infortuni. Il settore delle costruzioni offre all’occupazione sia forme di lavoro di semplice manovalanza che di forte competenza e specializzazione e gli Enti Bilaterali svolgono un ruolo importante per i lavoratori e per le imprese delle costruzioni nei vari territori provinciali e a livello nazionale su: regolarità, formazione e servizi al lavoro e sicurezza.
Le Scuole e i CPT, oggi in gran parte unificati e distribuiti su tutto il territorio nazionale, hanno davanti a loro la grande sfida di accompagnare la filiera delle costruzioni verso l’innovazione e la sostenibilità, una sfida da giocare all’attacco e puntando sulla qualità.
Anche se orientarsi è difficile in questo quadro, va detto che importanti fattori indicano che si sta entrando in una nuova fase, segnata da cambiamenti che seppur lenti per le inerzie e resistenze presenti nel comparto, indicano la configurazione di un nuovo scenario già nel prossimo futuro.
Digitalizzazione nei prodotti e nei processi, energy tecnology, nuovi materiali, l’industrializzazione con l’automazione e la robotizzazione oltre ad una nuova sostenibilità con l’integrazione tra costruzioni e ambiente, sono gli elementi principali di tale riconfigurazione.
In questo bipolarismo segnato dalla crisi da un lato e dal cambiamento dall’altro, si inserisce l’attività sulla formazione e i servizi al lavoro e quella sulla sicurezza del nostro sistema bilaterale.
Le indicazioni raccolte nel rapporto di attività sia della rete FORMEDIL che della rete CNCPT, mostrano una sostanziale stabilità sia dei volumi di formazione sviluppati dalle scuole edili che dei sopralluoghi di cantiere messi in atto dai CPT. Vi è infatti un lievissimo calo di entrambi gli elementi, ma inferiore al calo registrato, nell’anno di riferimento analizzato, della massa salari del settore.
Si può rilevare che il processo di unificazione tra Scuole Edili e CPT avvenuto in questo periodo non ha influito sulle attività, che non hanno subito rallentamenti significativi, ma ne hanno razionalizzato il sistema.
Per quanto riguarda l’attività di formazione va detto però che le criticità sono rappresentate dal fatto che accanto alla formazione sulla sicurezza, che si è mantenuta a buoni livelli, si registra un mancato incremento di quella professionale, che invece rappresenta il cuore del sistema FORMEDIL.
Peraltro, secondo i dati forniti dalla CNCE, su oltre 500.000 lavoratori iscritti nelle Casse Edili/Edilcasse italiane il 70% di queste è inquadrato ai livelli più bassi.
È evidente il fenomeno del sotto inquadramento, ma i numeri, per la loro portata, indicano chiaramente la necessità di ritornare a fare formazione professionale in maniera diffusa e costante. Nell’ultimo anno su un totale di 144.000 allievi, soltanto 9.000 sono passati attraverso percorsi professionalizzanti e sebbene ciò rappresenti un miglioramento rispetto ai dati del precedente rapporto, si tratta di numeri troppo bassi sui quali l’intero sistema deve tornare a riflettere. Al riguardo verranno attivati gruppi di lavoro tematici con il compito di proporre soluzioni tecniche, se necessario coinvolgendo anche le parti sociali di riferimento.
Va, non da ultimo, ricordato che tra i punti maggiormente qualificanti del recente rinnovo contrattuale è stata prevista la costituzione di un fondo finalizzato ad incentivare l’occupazione giovanile e il ricambio generazionale per le imprese del settore. Potrebbe essere l’occasione per progettare un intervento formativo su vasta scala, sulla base di format nazionali, capace di attrarre e stabilizzare giovani nel settore, che più di altri hanno subito le conseguenze della crisi.
La rete delle scuole edili peraltro si è dotata oramai da anni della Borsa Lavoro Nazionale, strumento grazie al quale, le stesse scuole, sono in grado di aumentare l’efficacia della formazione svolta mediante azioni mirate di inserimento lavorativo.
Tramite i servizi BLEN.it le scuole attivano colloqui iniziali e di orientamento sulle competenze che finalizzano ai contatti con le imprese per le assunzioni in cantiere. Gli sportelli sono inoltre interconnessi tra loro mediante il portale web, che permette di avere un monitoraggio costante del mercato del lavoro sul territorio nazionale. Si tratta di servizi per il lavoro che potranno far parte delle attività previste dal richiamato fondo per i giovani per avvicinare questi ultimi al settore e facilitarli nel loro percorso di sviluppo professionale.
Il rapporto di attività mostra una sostanziale tenuta del numero dei sopralluoghi, ma mostra anche che permane una forte disomogeneità tra i diversi territori. In alcuni l’attività è eccellente, in altri meno.
Il lavoro che la CNCPT prospetta a partire dai dati forniti dal rapporto di quest’anno, punta proprio ad incrementare, anche con progetti sostenuti dal livello nazionale, le attività di consulenza tecnica dei CPT che mostrano maggiori difficoltà con l’obiettivo di colmare il gap rispetto agli enti che si sono portati più avanti.
È in questo quadro che si inserisce la decisione della Commissione Nazionale, di promuovere l’incremento delle competenze dei tecnici della rete dei CPT garantendo, con l’ausilio di corsi di formazione dedicati, una maggiore uniformità di azione che diviene uniformità nelle modalità e nelle procedure di assistenza tecnica ad imprese e lavoratori.
Un esempio che si vuole ripetere in altre realtà, è dato dal lavoro svolto nell’area del cratere del sisma 2016, che rappresenta una buona pratica di come lavorare insieme, per lo sviluppo dei sopralluoghi, con modalità sempre più omogenee tra gli enti e mirate alle esigenze del settore.
È anche un buon esempio di come l’intero sistema bilaterale possa intervenire a garanzia di regolarità, formazione e sicurezza.
A partire dall’ottobre 2014, è stato istituito l’Osservatorio permanente visite in cantiere che definisce un quadro estremamente dettagliato su altre 65.000 visite provenienti dai 41 enti partecipanti dislocati su tutto il territorio nazionale fornendo una solida base per l’approfondimento, in tempo reale, dello stato di salute e sicurezza del settore edile.
La CNCPT ha sempre sostenuto l’innovazione all’interno della rete degli enti territoriali, e incentiva le imprese nell’adozione dei MOG (Modelli di organizzazione e gestione) propedeutici all’asseverazione in conformità alla prassi di riferimento UNI/PdR 2:2013. Asseverazione che garantisce una maggiore qualificazione e la conseguente maggiore tutela nella sicurezza delle condizioni di lavoro. La UNI/PdR 2:2013 è giunta alla fase conclusiva dopo una sperimentazione durata oltre 5 anni ed il bilancio è da ritenersi positivo se calato nella realtà settoriale. È, peraltro, imminente la trasformazione della stessa in norma tecnica di settore.
Questo ambizioso progetto di far si che le imprese qualificate e strutturate possano raggiungere più facilmente l’asseverazione, passa necessariamente attraverso gli incentivi INAIL che al momento attuale, da soli, non sono sufficienti, poiché occorrerebbe inserire elementi premianti nei bandi di gara.
La CNCPT e la sua rete dei CPT è pronta e lo sarà ancora di più con la formazione rivolta ai progettisti dei MOG che è in fase di preparazione in collaborazione con INAIL.
Crediamo fortemente che l’attenta lettura del rapporto, l’analisi e le indicazioni in esso contenute possano fornire alle imprese, ai lavoratori e più in generale a tutti gli addetti ai lavori, un valido supporto per proseguire negli obiettivi di sviluppo di un settore in cui crediamo fortemente e che rappresenta un importante elemento di crescita dell’economia del Paese.

A cura delle Presidenze di FORMEDIL e CNCPT

 

 

Di seguito troverete l’elaborazione delle “Attività Regionali” anno 2017 su Rapporto attività 2018

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