Il Rapporto FORMEDIL è l’analisi annuale che l’Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale per l’edilizia elabora su quella che è stata l’attività formativa realizzata a livello territoriale dalle Scuole edili.
In questo rapporto sono posti in evidenza i risultati ottenuti dal sistema formativo bilaterale del settore che, con 104 sedi operative presenti su tutto il territorio nazionale, adempie a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) dell’edilizia per quel che riguarda la formazione e l’addestramento professionale (orientamento, primo ingresso, apprendistato, formazione continua, ecc.).
Come anche tutti i nuovi obblighi formativi relativi alle problematiche della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nei cantieri.
Nella prima parte del rapporto viene analizzato il dato dell’ultimo periodo formativo, presentando così un’ampia panoramica a livello nazionale, ma anche per macroaree di territoriali di riferimento: nord ovest, nord est, centro, sud.
Nella seconda parte, invece, viene fornita una rappresentazione di dettaglio dell’attività delle singole scuole edili, sia in forma aggregata a livello regionale, che di singolo ente bilaterale.
Per entrambe le scale di analisi (nazionale-locale), sono evidenziati gli elementi costitutivi dell’offerta formativa: numero di ore, numero di partecipanti, tipologia di corso, presenza di extracomunitari, ecc..
Così come, per quel che riguarda la formazione per la sicurezza, oltre ai dati prima elencati, anche le modalità di organizzazione e svolgimento dei corsi: autonomo od in collaborazione con i Comitati Paritetici Territoriali (CPT).
Conclude il rapporto una breve presentazione del sistema bilaterale della formazione e della sua rete operativa sul territorio.

Nella parte sottostante della pagina è possibile sfogliare, in formato PDF, i file con i Rapporti che il FORMEDIL ha elaborato nei diversi anni.

2017

Rapporto FORMEDIL 2017 – Andare oltre la formazione per la sicurezza: per nuove competenze e una professionalità attenta all’innovazione

L’annuale rapporto redatto dal FORMEDIL con la collaborazione del CRESME conferma il grande lavoro svolto dalla rete delle scuole edili che fanno capo a Sistema Bilaterale delle Costruzioni (SBC) anche nel corso del 2016: 12.514 corsi per 298.503 ore di formazione, destinate a circa 150.000 allievi, di cui oltre 120.000 operai e 25.697 tecnici. Nell’intero periodo di crisi delle costruzioni, dal 2009 al 2016, il sistema Formedil ha coinvolto 1.141.486 allievi; l’81,5% operai, il 16,4% impiegati e tecnici, il 2,2% rappresentanti dei lavoratori. Il 19,1% degli allievi pari a 218.327 è costituito da lavoratori stranieri. Il 5,9% degli allievi, pari a 67.445 è rappresentato da donne.

Se si confronta il numero degli operai formati (120.122) nel 2016 con il dato complessivo relativo al settore registrato dall’Istat, pari a 840.000 lavoratori, si coglie immediatamente il valore dell’attività svolta, rappresentando un 14,3% del totale della forza lavoro operaia. Come ogni anno un peso rilevante riguarda la formazione per la sicurezza sul lavoro, mentre la formazione professionale resta minoritaria, pur rappresentando sul totale degli allievi il 44%.
Nell’intero periodo 2009 – 2016 si è registrato un incremento del numero di corsi del 147%, passando da 5.079 nel 2008 a 12.539 nel 2016 con una punta di 13.831 nel 2015. Parallelamente il numero di allievi formati è stato costantemente in crescita con un + 80% nel 2016, rispetto al 2008 a 150.155. Inverso è stato invece l’andamento per quanto riguarda le ore di formazione complessivamente erogate, passate dalle 349.878 ore del 2008 alle circa 300.000 ore del 2016. Un dato da mettere in relazione tanto con la riduzione delle risorse finanziarie a disposizione, quanto con il prevalere di un’offerta formativa basata su corsi di tipo leggero, orientati prevalentemente all’assolvimento di obblighi formativi normati contrattualmente o per legge. Con il risultato che la durata media dei corsi passa da 68,8 ore a 23,9 ore/corso.

Complessivamente le risorse investite dal sistema Formedil nel 2016 per le attività di formazione ammontano a 74 milioni, provenienti per il 66,8% dal sistema delle Casse Edili interno all’SBC, per il 22,4 % da finanziamenti pubblici o interprofessionali, per il 10,9% da attività di mercato, quali ad esempio il contributo erogato dalle imprese a parziale copertura degli oneri di partecipazione dei propri dipendenti a corsi di formazione sulle differenti tipologie di macchine da cantiere.

L’importanza dei progetti strutturali
Nell’ambito della formazione professionale un’importanza crescente lo hanno assunto i progetti MICS, Moduli Integrati Costruire in Sicurezza. in cui la formazione per la sicurezza si è intrecciata con una formazione “di consapevolezza” e di conoscenza professionale. In questo modo è stata realizzata la più grande campagna di alfabetizzazione professionale e alla sicurezza sul lavoro di un settore produttivo, sulla base di una strategia condivisa dalle parti sociali, discussa con MLPS e le strutture tecniche del Coordinamento delle Regioni e delle Province autonome.
Le 16 ore prima, per i primi ingressi nel settore, e poi le 16 ore lavoratori occupati per tutti, il progetto MICS abilitazioni attrezzature di lavoro (sollevamento, MMT, pompe per calcestruzzo) condiviso e riconosciuto dal Ministero del Lavoro come equipollente alla formazione normata perché forte di una specificità professionalizzante contestualizzata al settore, la formazione dei preposti e dirigenti. Complessivamente sono stati coinvolti 301.377 lavoratori, 105.898 giovani al primo ingresso in cantiere, 110.993 lavoratori a cui è stato rilasciato un “attestato formativo” abilitativo all’uso di attrezzature di lavoro. Rilevante è stata anche la qualità media della formazione erogata, sostenuta da una progettazione formativa di dettaglio coordinata da Formedil con il supporto di alcune scuole individuate come centri di eccellenza, validata nel confronto con le istituzioni preposte al tema sicurezza sul lavoro, accompagnata dalla costante formazione dei formatori, dalla elaborazione di materiali e software didattici riconosciuti di qualità e premiati in rassegne di livello nazionale.
Nel 2015 il Formedil ha avviato un ulteriore progetto chiamato MicsXCapo rivolto a una delle figure strategiche coinvolte dall’innovazione: il capocantiere. Con una procedura assolutamente nuova, bandi aperti riservati alle scuole edili aderenti a Formedil e con il sostegno di risorse proprie derivanti dalle riserve accantonate dall’ente negli anni e destinate all’innovazione, si è dato il via a due cicli di sperimentazione che hanno coinvolto in 16 Regioni, 43 scuole edili provinciali, 27 progetti, con 459 capicantieri frequentanti e 247 imprese coinvolte. Una sperimentazione che costituisce un banco di prova per l’intero sistema Formedil: in termini di innovazione del modello di offerta formativa; in termini di qualità pedagogica ij quanto mirato a costruire localmente attorno a dei “formatori scelti” delle scuole edili una sorta di “comunità di pratica” fatta di lavoratori in formazione e contestualmente in produzione, supportati a livello nazionale da attività di formazione formatori, esperti di sostegno e un servizio centrale di assistenza e monitoraggio, con materiali e strumenti didattici unificati.

L’edilizia non è un settore per giovani
Un aspetto centrale sul quale l’intero sistema delle costruzioni deve riflettere e trovare soluzioni innovative per invertire il trend riguarda la ridotta presenza di giovani e il crescente invecchiamento della fora lavoro, come dimostrano i dati 2016 per qualifica e fascia di età relativi agli operai iscritti in Cassa Edile, dove i giovani i di età fino a 25 anni sono poco più del 6% del totale.

Un settore in cui le politiche del lavoro fanno fatica a garantire canali di accesso basati su percorsi di inserimento formativo. Basti sapere che il numero degli apprendisti, a fronte dei ricorrenti mutamenti normativi e del taglio dei fondi per finanziare la parte formativa dei contratti di apprendistato, è passato dai 40.605 del 2005 ai 36.873 del 2010, per crollare ai 9.767 del 2016, con una riduzione del 75 per cento.

Un tema, quello dell’ingresso dei giovani in edilizia, strutturale e non solo italiano, come dimostrano i dati Eurostat 2017 che vedono la percentuale di giovani fino a 24 anni presenti nel settore scendere dall’11,0% del 2008 al 7,8% del 2015.
Uno scenario che come si sottolinea nel Rapporto deve far riflettere e probabilmente ripensare “le politiche di tendenziale “dismissione” della prima formazione venute avanti in quest’ultimo decennio.”

Nuove politiche per la formazione
L’impegno del Formedil nell’ambito di importanti progetti europei finalizzati a favorire un processo di rinnovamento e di sempre maggiore attenzione ai processi di innovazione favorisce una riflessione che coinvolge la stessa organizzazione degli enti e del sistema. In particolare nell’ambito del progetto I-town cresce la consapevolezza della necessità di puntare su centri di formazione professionale di settore in grado di utilizzare format didattici, materiali e tecnologie educative unitarie e di qualità, realizzati grazie al raccordo con il sistema delle imprese, i produttori di materiali componenti tecnologie, e con le università, ricorrendo anche alla progettazione di modelli di “laboratorio Formativo” da riprodurre nelle scuole edili come “palestre” addestrative per la Formazione di mestiere.
I processi di innovazione riguardano:

  • Efficienza energetica e costruzione sostenibile nel cui ambito si collocano il progetto Build up skills I-town, Bus.trainer e Watter skills (Erasmus +), dedicati rispettivamente alla qualificazione dei formatori sui temi della sostenibilità e al risparmio idrico negli edifici.
  • Digitalizzazione.
  • Standardizzazione.

Nel nostro Paese serve un nuovo modello di edilizia utile per la complessiva messa in sicurezza sismica ed idrogeologica del territorio e per il recupero e l’efficientamento del patrimonio costruito. Un’edilizia sicura&sostenibile a cui il Formedil sta dedicando tanti sforzi a partire da alcuni piani settoriali Fondimpresa, per finire all’iniziativa denominata Formiamo il territorio, volta a coinvolgere in piani di azione formativa sui temi della sicurezza sismica e della qualità del costruire, innanzitutto, l’insieme delle scuole del cratere del sisma 24 agosto 2016 che ha coinvolto l’Appennino centrale.
Relativamente alla digitalizzazione va colmato il grave ritardo che caratterizza il settore, il secondo meno digitalizzato, dopo l’agricoltura. E pertanto urgente avviare un percorso strategico sulla formazione alle competenze digitali dell’intera filiera dal progetto, alla costruzione, all’uso del prodotto edilizio.
Cos’ come appare ormai evidente come l’offerta formativa delle scuole edili vada estesa all’intera filiera delle costruzioni: perché sta cambiando il cantiere, sta cambiando il modo di produrre, stanno cambiando i contenuti professionali dei “mestieri” tradizionali.

Formazione e politiche attive del lavoro
Politiche attive del lavoro e formazione professionale sono e saranno sempre più interconnesse. Legare la formazione alle politiche occupazionali, in questo quadro, appare la scelta giusta per ottimizzare l’offerta formativa elevandone la produttività in termini di sviluppo di competenze aggiuntive che rafforzino la spendibilità del lavoratore sul mercato del lavoro, con l’obiettivo di rafforzare il complesso del sistema imprenditoriale delle costruzioni.
In questo quadro è da registrare la difficoltà che, nonostante l’impegno del Formedil e il sostegno delle parti sociali, incontra la Borsa lavoro edile nazionale. Una difficoltà fatta di limiti interni al sistema se è vero che su 103 scuole edili, a fronte delle 90 accreditate per i sistemi regionali di formazione professionale solo 28 sono contemporaneamente accreditate per i servizi al lavoro.
Una difficoltà fatta di limiti esterni, dati dalla situazione di incertezza normativa derivante da un quadro di riferimento incompiuto e in perenne evoluzione, condizionato dal rapporto tra Stato e Regioni.
In questo quadro resta, comunque, importante la definizione di protocolli di collaborazione a livello regionale come quelli siglati dal sistema Formedil in Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Protocolli che, laddove attivati, consentono a Blen.it di svolgere, attraverso l’interscambio di dati con la funzione di interessante osservatorio qualitativo di settore sull’occupazione in edilizia: numero di assunzioni, tipologia di contratti applicati, qualifiche richieste, tipologie di imprese che assumono. Dati utilissimi per definire piani di azione formativa mirati al settore.

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2016

PER UN NUOVO WELFARE A MISURA DI LAVORATORI E IMPRESE.

IL RUOLO DELLA FORMAZIONE.

Intervista a Massimo Calzoni, Presidente Formedil e Francesco Sannino, Vicepresidente Formedil.

Come ogni anno il Rapporto Formedil sulla formazione edile in Italia costituisce non soltanto un momento di riflessione finalizzato a comprendere quanto si è fatto, dove e come, ma in un’ottica più complessiva anche a mettere a fuoco quale ruolo e quali prospettive possa avere la formazione che fa capo alle parti sociali dell’edilizia. Una riflessione che oggi non può non riguardare l’intero Sistema Bilaterale delle Costruzioni (SBC). Si tratta di un’esigenza condivisa sia da parte datoriale che dalle rappresentanze dei lavoratori e che ha trovato un momento importante di confronto in occasione della Giornate nazionali della Bilateralità, tenutesi a Roma nel mese di luglio. Come si comprende la questione di una ridefinizione e di un rilancio della bilateralità non può prescindere da una valutazione dell’efficacia e dell’efficienza sul piano delle attività degli enti singolarmente e nel loro insieme. Il Rapporto fornisce una fotografia realistica delle potenzialità e dei risultati, così come mette in evidenza alcune criticità. Tutti elementi che vanno a confluire come “dati” utili alla riflessione delle parti sociali. Per questo motivo, l’introduzione che segue si caratterizza per la sua discontinuità assumendo la forma dell’intervista al presidente Massimo Calzoni e al vicepresidente Francesco Sannino, dove non i numeri sono l’oggetto principale, bensì valutazioni e idee, possibili linee guida per una ripartenza che tenga conto del profondo cambiamento che sta caratterizzando il mercato italiano delle costruzioni, così come lo stesso modo di produrre e quindi il cantiere. Ed è spesso proprio il cantiere l’ambito dove emergono con maggiore forza contraddizioni e novità che debbono trovare risposte che chiamano in causa sia il ruolo della rappresentanza che quello della formazione.

Siamo di fronte a un vero e proprio terremoto che ha caratterizzato profondamente il cantiere – sottolinea Massimo Calzoni, dove a guidare processi e a condizionare le relazioni oggi sono nuovi attori, sempre più forti e determinanti, come i produttori di materiali e chi propone e applica innovative soluzioni costruttive. A questo processo è strettamente connessa la problematica della grande varietà contrattuale che rende complessa e difficile la gestione nei cantieri. Siamo di fronte a uno scenario nel quale lo spazio delle imprese tradizionali si restringe. Per questo si deve guardare al cantiere e al suo funzionamento in modo nuovo che chiama in causa le stesse relazioni industriali. Il che vuol dire soprattutto superare la logica della guerra tra associazioni di rappresentanza e organizzazioni sindacali nella consapevolezza che se l’innovazione è oggi in mano ai produttori, agli installatori e ai manutentori allora non possiamo evitare di assumere un approccio inclusivo. C’è bisogno di un nuovo sistema di relazioni industriali fondato sul principio di fare del lavoro e dell’impresa leve importanti, anche per un cambiamento profondo del Paese. E’ in questo quadro che la Bilateralità si conferma un originale modello di partecipazione e un sistema dinamico di regolazione del confronto, che si concretizza nell’erogazione di una vasta gamma di servizi, prestazioni e progettazione condivisa. Un sistema il nostro che da anni promuove iniziative di riflessione che sono il frutto di pratiche concrete, di progetti e che da un paio di anni possono essere riassunte nello slogan “per un’edilizia sicura e sostenibile”. Uno slogan per l’edilizia del futuro che deve basarsi sulla qualità degli operatori, su una formazione continua, su regolarità, professionalità e correttezza da parte di tutti gli operatori. Condizioni che assumono oggi una rilevanza particolare di fronte alla tragedia del terremoto che ha colpito l’Italia centrale e che sono alla base della scelta fatta come Formedil di tenere le Giornate nazionali non a Roma bensì a Udine, in concomitanza con il quarantennale del terremoto che colpì il Friuli nel 1976. Come allora anche oggi le competenze giocano un ruolo fondamentale, così come la volontà ferrea di raggiungere l’obiettivo di una ricostruzione a misura delle persone e con soluzioni costruttive in grado di coniugare la nostra storia con nuove opportunità economiche e modelli abitativi rispondenti alle esigenze di oggi.

Aggiunge Francesco Sannino, “la bilateralità e il sistema che vi è stato costruito intorno costituiscono pilastri fondamentali su cui rilanciare l’edilizia. Ne sono del resto testimonianza le iniziative contro la crisi sviluppate in questi anni dalle Parti Sociali di filiera, frutto di scelte politiche lungimiranti che hanno impedito l’affermazione di un’idea di mercato con meno vincoli e meno tutele del lavoro. Nonostante le deludenti risposte da Governo e Parlamento nel favorire gli investimenti e la modernizzazione del Paese, l’originale esperienza sviluppatasi intorno agli Stati Generali delle Costruzioni, alle manifestazioni unitarie del settore con i caschetti colorati realizzate in giro per l’Italia, ai ‘manifesti’ per le regole e la qualità del costruire nel nostro Paese, così come il progetto sulla buona occupazione sono state un collante che ha impedito di lasciare il settore abbandonato a se stesso.”

Ma da dove bisogna partire per restituire vigore e protagonismo al sistema bilaterale e alla formazione edile di questo sistema in particolare?

Per il presidente Calzonisi deve ripartire dalla condivisione di alcuni presupposti. Innanzitutto dal fatto che la nostra missione è di fornire servizi reali e concreti a lavoratori e a imprese, servizi e prestazioni riconoscibili e percepibili come utili. E ciò significa che dobbiamo perseguire l’obiettivo di assicurare livelli e tipologie di servizi omogenei su tutto il territorio nazionale, abbandonando le derive pericolose e negative dell’autoreferenzialità. I dati del Rapporto evidenziano diversità e incongruenza che non possiamo più permetterci. Ma, perché ciò avvenga, è necessario costruire e dotarsi di una carta dei servizi condivisa su base nazionale, con standard precisi e fondata su criteri oggettivi da tutti riconosciuti. A cui collegare una dotazione di strumenti quali banche dati e anagrafiche di sistema, che debbono essere uniche e a cui sia semplice accedere.”

Per il vicepresidente Sanninoun ruolo importante il sistema bilaterale lo può svolgere nell’ambito della riforma del mercato del lavoro. L’introduzione del contratto di ricollocazione, e le risorse comunitarie legate al sistema di politiche attive per il lavoro possono fare di Blen.it lo strumento per offrire azioni utili a lavoratori e imprese coniugando formazione e politiche attive del lavoro. Il nostro sistema potrebbe candidarsi a operare liberamente nel mercato dei servizi a favore del mondo del lavoro, in quanto soggetto abilitato e quindi riconosciuto come struttura di intermediazione di manodopera che svolge anche formazione. Ma perché ciò avvenga in modo efficace è necessario superare le difficoltà che impediscono la realizzazione di un vero sistema degli enti paritetici attraverso la messa in rete territoriale delle banche dati per la gestione dell’attività della borsa lavoro. L’accordo per la gestione sperimentale dell’incontro tra domanda e offerta in base al D.Lgs. 150/2015 sottoscritto dalle Parti Sociali nel corso delle Giornate della Bilateralità 2016, rappresenta un altro passo nella direzione dell’attuazione di un processo che ha come obiettivo la realizzazione di un sistema in grado di sostenere la quantità e la qualità del lavoro a un sistema di tutele legato a un mondo in continua evoluzione. “

C’è condivisione piena da parte della presidenza Formedil sul fatto che ogni progetto di rilancio debba avere “due finalità: guardare all’interesse del Paese e al futuro delle nuove generazioni. Dal primo punto di vista significa porre al centro un efficiente ammodernamento del territorio, tenendo conto delle differenze ambientali, storiche e paesaggistiche. Perché costruire deve tornare ad essere un’attività nobile tornando a svolgere la nostra funzione sociale di creatori di nuova ricchezza e nuova occupazione. Dobbiamo poi operare nell’interesse dei giovani e delle future generazioni. Il che vuol dire non sprecare risorse e territorio, valorizzando la capacità di fare del nostro settore. Dobbiamo dare prospettive a saper riconoscere e garantire il valore del lavoro e delle competenze. L’auspicio è di poter costruire un grande patto dei corpi intermedi per orientare le politiche e gli investimenti pubblici a iniziative realmente utili. La sfida a cui è chiamata la bilateralità è quella di essere capace di rifondare un welfare di settore efficiente e a misura delle nuove esigenze di lavoratori e imprese.

(A cura di Alfredo Martini)

 

 

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2015

La strada del nostro futuro è tracciata 

È con particolare soddisfazione che presentiamo il Rapporto Formedil 2015 relativo all’andamento delle attività svolte dal nostro sistema bilaterale nell’anno passato. Le 103 scuole che ne fanno parte hanno lavorato nella stragrande maggioranza dei casi al meglio. Con risultati quantitativi degni di nota. 

I numeri, che abbondano nel Rapporto, ci dicono che dal 2010 hanno frequentato il nostro sistema oltre 700.000, tra operai, tecnici e altri operatori del settore. E nel 2014 gli allievi sono 144.527. Continuiamo ad essere un punto di riferimento territoriale e nazionale. L’esperienza del progetto 16ore MICS ne è la prova più evidente. Dal 2009 al 2014 sono stati formati 216.341 allievi attraverso 25.790 corsi e 394.375 ore formative. 

Pochi ma essenziali numeri che abbiamo anticipato in occasione della nostra prima Giornata della Formazione in edilizia a fine settembre a Milano. 

I dati del Rapporto confermano, a nostro avviso, che la nuova impostazione data alla formazione edile negli ultimi anni sta dando buoni risultati. Dal 2008 ad oggi il nostro settore si è ristretto in maniera consistente sul piano quantitativo. Meno investimenti, meno attività, meno lavoro, con la conseguenza di registrare una drastica riduzione del numero delle imprese e di lavoratori iscritti alle nostre Casse edili. Un trend negativo che ancora persiste. È in questo scenario che dobbiamo collocare l’attività formativa da noi svolta. Uno scenario che ha richiesto un cambiamento di prospettiva. Abbiamo scelto di avviare un percorso innovativo che puntasse su una più attenta lettura di quanto sta avvenendo e soprattutto di cogliere l’opportunità offerta dalla crisi per puntare su una formazione di base e mirata sulle esigenze di ciascun lavoratore. Ma abbiamo anche accentuato l’attenzione verso segmenti produttivi all’interno del processo edilizio che richiedevano modalità formative particolarmente adatte alla nostra capacità di lavorare sul campo, utilizzando le nostre strutture, valorizzando in particolare alcune competenze. Il progetto MICS anche in questo caso ne è la dimostrazione più convincente. Possiamo dire che il sentiero è’ stato tracciato. Ora bisogna proseguire guardando oltre e allargando quella prospettiva che ci ha guidato negli ultimi anni. 

Verso dove? Riflettendo sul presente e sul cambiamento che continua a caratterizzare il mercato delle costruzioni per rispondere alle nuove esigenze delle imprese e dei lavoratori. Nuovi modi di costruire, nuova domanda sul piano del prodotto edilizio, così come nuove professionalità e nuove competenze, che sono frutto delle nuove potenzialità offerte da processi di innovazione, caratterizzano il mercato del prossimo 6 RAPPORTO FORMEDIL 2015

futuro. Il cambiamento non è da venire: è adesso. E quando parliamo di innovazione intendiamo si quella che sta attraversando tecnologie, materiali, soluzioni costruttive che richiedono da parte di chi fa formazione un’adeguamento e un aggiornamento costante e consapevole, ma anche quella che riguarda sistemi organizzativi, finanziari e istituzionali. Processi che le parti sociali hanno intercettato e che diventano nuovi riferimenti anche per il nostro sistema. il che vuol dire fare i conti con i ritardi gestionali che caratterizzano certe realtà territoriali, significano avere il coraggio di procedere a regionalizzazioni e aggregazioni, così come saper guardare senza paura al nuovo. Il percorso che abbiamo davanti non è facile, in parte sarà doloroso e richiede attenzione ma anche convinzione e responsabilità di decidere. Probabilmente questo rapporto segna il passaggio da una fase ad un’altra, da un’era ad un’altra. Anche per la formazione in edilizia. Così che questo passaggio non potrà non essere segnato dalla consapevolezza che dobbiamo essere più agili, più competenti e più proattivi. Le nostre scuole devono investire sull’innalzamento della qualità dei formatori, così come devono adattarsi al cambiamento del settore, che richiede una formazione sempre più relazionata al cantiere e all’impresa. Dobbiamo diventare riferimenti indispensabili sul piano della conoscenza tecnica quotidiana, attraverso una crescita di quei soggetti, come ad esempio i capi cantieri o i coordinatori di più aree di attività, che devono capire l’importanza della loro crescita tecnica ed organizzaqtiva, e devono essere capaci e motivati a trasmettere questi concetti alle maestranze, diventando essi stessi formatori sul campo. Egualmente, cresce la necessità di aprire la nostra storia e la nostra organizzazione alla formazione di quei tanti piccoli imprenditori che sentono il bisogno di comprendere il cambiamento. Un anno fa abbiamo lanciato Progetto Futuro, una proposta per una formazione mirata ai titolari delle PMI. È’ urgente riprenderlo e avviare iniziative pilota, anche in collaborazione con le associazioni imprenditoriali locali. 

A Milano, il 29 settembre 2015, abbiamo invitato a parlare Jeremy Rifkin, che ha confermato le sue doti di visionario, di intellettuale che guarda oltre il presente aiutandoci a cogliere schegge di futuro. Non tutto il suo pensiero ci può apparire condivisibile, ma sicuramente ci ha aperto la mente verso scenari che già fanno parte del presente in altre parti del mondo e che probabilmente sveleranno anche il nostro domani. Avere visione, immettere creatività e libertà di pensiero nelle nostre attività e nei nostri enti è essenziale. Se il nostro futuro dipende in gran parte da noi ora sappiamo in quale direzione dobbiamo andare. 

La formazione dovrà sempre più e in modo continuo anticipare e guidare le dinamiche del mercato per dare valore aggiunto al percorso futuro del settore delle costruzioni. 

Roma, 4 novembre 2015 

Massimo Calzoni Presidente Formedil
Enzo Pelle Vicepresidente Formedil

 

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2013

Il Rapporto FORMEDIL 2013 – INVESTIRE IN FORMAZIONE PER TORNARE A CRESCERE, vuole essere uno strumento informativo agile e utile sull’attività condotta dalle scuole edili e dagli enti unificati per la formazione e la sicurezza nel territorio nazionale. Il Rapporto FORMEDIL 2013 fotografa l’attività di 104 enti territoriali che hanno realizzato nell’anno 2012 n.11.019 corsi, pari a 370.970 ore formative, coinvolgendo 132.126 allievi. Si tratta di numeri che fotografano quantità, qualità e distribuzione territoriale dell’attività formativa messa in campo dal sistema bilaterale FORMEDIL, sulla base delle indicazioni delle parti sociali di settore. Pur in un momento di crisi dell’edilizia e delle costruzioni e in presenza di una contrazione delle opportunità di finanziamento pubblico della formazione professionale, le scelte delle parti sociali hanno orientato la filiera formativa di settore su azioni formative di sistema quali il progetto 16ore?MICS sugli adempimenti formativi in materia di sicurezza e salute nei cantieri, l’apprendistato, la formazione continua di lavoratori e tecnici di impresa. Il FORMEDIL nel corso del 2012 ha avviato la sperimentazione di un’ulteriore azione sul terreno della regolarità, della formazione e della sicurezza: la Borsa Lavoro Edile Nazionale attraverso il servizio Blen.it.

Scarica la relazione  del vicepresidente Piero Leonesio – Presentazione Rapporto Formedil – Roma  2 ottobre 2013

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2014

Il Rapporto FORMEDIL 2014  è stato realizzato in collaborazione con CRESME ed edito in occasione delle Giornate Nazionali della Formazione Edile. Le Giornate Nazionali della Formazione Edile 2014, che hanno ottenuto il patrocinio dell’INAIL, si misurano con il tema LE COSTRUZIONI DI FRONTE ALLA SFIDA DEL CAMBIAMENTO. Il Rapporto Formedil 2014, in questo quadro, vuole essere uno strumento informativo agile ed utile sulle attività condotte dalla rete territoriale delle Scuole Edili e degli enti unicati per la formazione e la sicurezza. La fotograa dell’attività realizzata nell’anno 2013 da 103 centri di formazione – pari a n.12.715 corsi, per 343.095 ore formative, con un totale di 164.325 allievi formati – evidenzia una dimensione imponente di formazione erogata dal Sistema Bilaterale delle Costruzioni SBC, pur in presenza della perdurante crisi del settore. Un sistema radicato nei territori e alle prese con il riassetto organizzativo deciso dalle parti sociali in sede di rinnovo dei CCNL di settore, che vuole essere in grado di accompagnare le imprese e i lavoratori nelle nuove sde poste dall’innovazione. Il Rapporto Formedil 2014 prova a delineare in sintesi le tendenze evolutive delle costruzioni in Italia e ad individuare possibili risposte alle molteplici esigenze di innovazione di processo e di prodotto, con l’obiettivo di aprire una nuova stagione per la formazione in edilizia.

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2012

Il Rapporto FORMEDIL 2012 fotografa l’attività di 102 enti territoriali che hanno realizzato, nel corso dell’anno 2011, 11.845 corsi, pari a 399.616 ore formative, coinvolgendo 142.357 allievi. Dati di sintesi che evidenziano la rilevanza dell’attività formativa messa in campo dal sistema bilaterale delle costruzioni. Il Rapporto evidenzia, in particolare, le attività realizzate dal sistema Formedil, sulla base delle indicazioni delle parti sociali, che hanno orientato la filiera formativa di settore attraverso progetti strutturali quali MICS 16 ore prima, MICS abilitazioni macchine, apprendistato, PSP, e azioni di sistema come la Banca Dati Formazione Costruzioni BDFC e la Borsa Lavoro Edile Nazionale Blen.it. Nel vivo della crisi del settore, il Sistema Bilaterale delle Costruzioni ha messo in campo a livello nazionale e locale un’azione imponente sul terreno della regolarità, della formazione e della sicurezza.

Scarica l’intervento del vicepresidente Piero Leonesio – Presentazione Rapporto Formedil – Napoli 24 maggio 2012

Scarica le Slide – Presentazione Rapporto Formedil – Napoli 24 maggio 2012

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2011

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2010

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2009

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