Giovani apprendisti francesi al lavoro: esperienza da brevetto. Crisi del mattone, l’appello del presidente Paolo Ratini alla politica

Caschetti gialli tra carriole, betoniere, mazzette, spatole e livelle: sono quelli dei dieci apprendisti muratori francesi, ospiti per due settimane (come l’anno passato) negli appartamenti della ex scuola edile di zona Fiori, oggi Tesef – Terni edilizia sicurezza e formazione, per un’esperienza da brevetto europeo.

I caschetti gialli dell’Erasmus 

Termina proprio questo giovedì il percorso di mobilità degli edili d’oltralpe, che li ha visti coinvolti nel ripristino della cinta muraria di Narni, col benestare del sindaco Francesco De Rebotti. Un’opportunità straordinaria, per loro, quella offerta dal Tesef. Sono giovanissimi, ragazzi di età compresa tra i 19 e i 22 anni, e in quattro settimane, tra teoria e pratica, apprendono il know how italiano del settore e lo esportano, ottenendo un brevetto europeo, valevole come certificato professionale che gli consente di aprire un’impresa propria senza passare per tortuosi sentieri burocratici del caso. coinvolto da anni nei partenariati strategici all’interno dei Programmi europei delle costruzioni. La scuola edile di Terni è stata la prima in Italia a partecipare a questa sperimentazione, la prima collaborazione risale al 2013 e degli erasmus si occupa da sempre la dottoressa Elisabetta Prete.

Blen e corsi per immigrati 

Agli albori del progetto, a capo della scuola c’era l’ingegnere Paolo Meriziola, che ora ha ceduto il posto all’architetto Polo Ratini e al suo vice (di espressione sindacale) Cristiano Costanzi della Fillea Cgil. L’ex presidente ha lasciato in eredità questo partenariato europeo ma anche lo sportello Blen domanda/offerta di lavoro che ha facilitato il reimpiego di alcuni disoccupati; non è mancata inoltre l’attenzione agli immigrati: il Tesef ha attivato per loro dei progetti di qualificazione in collaborazione con la Caritas diocesana, fatti di insegnamento della lingua italiana e poi dell’arte muraria.

L’appello del presidente Ratini 

I percorsi offerti dalla scuola edile sono aperti anche alle donne, il neopresidente Ratini: “Ci fa molto piacere, le quote rosa vanno per la maggiore nei programmi di restauro. Il Tesef – aggiunge – vanta un ottimo staff, peccato che ‘il mattone’ sia in crisi, la più pesante dal dopoguerra forse”. Sulla possibilità di una ripresa: “Occorre una volontà politica di rilanciare il settore, magari non andando a costruire del nuovo ma ad esempio recuperando l’esistente, nonché una buona dose di coraggio nella redazione dei piani regolatori”.

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