Lavoro, la crescita resta fuori dai cantieri: occupati giù del 3,5% nel primo trimestre

di Mauro Salerno

Istat: su base annua persi 52mila occupati nelle costruzioni. Il calo riguarda soprattutto i lavoratori autonomi. Unica nota positiva la crescità dell’1% rispetto all’ultimo trimestre 2015

Più lavoro, ma non nelle costruzioni. Dopo la gelata arrivata dai dati sulla produzione industriale che ha fatto segnare a marzo un calo dello 0,7% dell’attività nell’edilizia, arriva ora un nuovo dato tutt’altro che confortante per le speranze di ripresa delle costruzioni. La crescita dell’occupazione segnalata ieri all’Istat – 242 mila occupati in più su base annua nel primo trimestre del 2016 (+1,1%) – rimane fuori dai cancelli dei cantieri.

Spulciando tra le tabelle diffuse dall’Istituto nazionale di statistica si scopre infatti che per le costruzioni, anche dal punto di vista del lavoro, il primo trimestre dell’anno si è concluso con il segno negativo. Almeno rimanendo al riferimento dei confronti su base annua.

In base a questi dati (non destagionalizzati) l’Istat segnala che tra gennaio e marzo l’edilizia ha dato lavoro a 1milione 402mila addetti. Si tratta del numero più basso dal 2013 in poi (ultimo dato disponibile nelle tabelle istat, 12 trimestri) e vale un calo del 3,5% rispetto agli occupati registrati nel primo trimestre del 2015. Allora l’Istat aveva contato 1 milione 454mila lavoratori nei cantieri: il che significa altri 52mila posti di lavoro persi nel breve giro di un anno. A confronto con il primo trimestre del 2013, quando gli occupati erano 1 milione 545mila la flessione in termini assoluti è molto più pesante: si parla di 133mila lavoratori in meno. Il calo tendenziale registrato nei primi tre mesi dell’anno è solo l’ultimo di un lungo elenco di segnali negativi interrotto, negli ultimi 12 trimestri, soltanto dall’aumento del 2,3% degli addetti registrato dall’Istat nel secondo trimestre 2015.

Autonomi e dipendenti
A soffrire di più sono le partite Iva. Nel primo trimestre l’Istat ha contato 570mila lavoratori edili autonomi: un numero che vale un calo del 9,8% rispetto ai 632mila registrati nello stesso periodo del 2015. Si tratta di 62mila occupati in meno, solo in parte compensato dal contestuale aumento degli occupati iscritti a busta paga dei costruttori. L’ultimo dato Istat segnala 832mila lavoratori dipendenti: 10mila in più degli 822mila contati un anno fa (+1, 3 per cento). Estendendo il confronto al primo trimestre del 2013 sia dipendenti che autonomi fanno però segnare pesanti flessioni: gli autonomi sono diminuiti di 93mila unità (erano 663mila), i dipendenti di 77mila (erano 909mila tre anni fa).

L’aumento congiunturale
Una nota positiva arriva dai dati destagionalizzati, utili a misurare l’evoluzione congiunturale dell’occupazione del settore: cioè il confronto tra trimestri consecutivi. In questo quadro l’Istat – depurando il dato dalle componenti stagionali – calcola in 1 milione 445mila gli occupati del settore, segnalando un aumento dell 1% rispetto agli addetti registrati nell’ultimo trimestre del 2015 (1 milione 430mila) .

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