<<<Gruppo 1>>>
Le scuole edili e le riforme dell’istruzione e formazione e del mercato del lavoro
Obiettivo
Le due riforme, quella dell’istruzione e formazione e quella del governo del mercato del lavoro, hanno rinnovato il tradizionale contesto istituzionale all'interno del quale i nostri enti di formazione operano attribuendo un ruolo predominate e attivo alla bilateralità.
Il settore delle costruzioni vanta un sistema bilaterale paritetico strutturato che agisce sia sul fronte della formazione che su quello del mercato del lavoro.
Le due riforme impongono al sistema interventi di carattere politico e operativo.
Il gruppo in questione, in qualità di strumento operativo, si propone di:
- analizzare le modifiche al contesto di riferimento intervenute;
- valutare le sperimentazioni in corso in differenti ambiti regionali;
- proporre idee progettuali per riempire di contenuti, con riferimento al settore delle costruzioni, le due normative di legge con particolare riferimento all’apprendistato, alla definizione degli standard formativi, alla certificazione delle competenze professionali, ai percorsi di istruzione e formazione compresa l’alternanza scuola lavoro, alla formazione integrata superiore.
Risultati attesi
Il gruppo dovrà individuare un percorso operativo e metodologico che consentirà di avviare un tavolo permanente di progettazione, che, coordinato da un project manager con la supervisone del Formedil, elaborerà linee guida nazionali per una proposta operativa da porre all’attenzione degli organi istituzionali.
<<<Gruppo 2>>>
La formazione professionale continua. Un progetto di settore.
Obiettivo
L’art.118 della legge 23 dicembre 2000 n.388, successivamente modificato dall’art.48 della legge 27 dicembre 2002 n.289, ha introdotto i fondi interprofessionali per la formazione continua.
Di fatto l’aliquota dello 0,30% versata dalle imprese di tutti i settori produttivi all’Inps e calcolata sulla massa salariale dei propri dipendenti anziché essere destinato ad un generico fondo di rotazione istituito nel 1978 a favore della formazione professionale, viene gestito da appositi fondi professionali paritetici.
Per la gestione di tali risorse - a seguito dell’Accordo interconfederale tra Confindustria, Cgil,Cisl e Uil del 18 gennaio 2002 - si è costituito il Fondo paritetico nazionale per la formazione continua denominato Fondimpresa.
Tali risorse sono destinate a finanziare progetti di formazione aziendale, settoriale e territoriale a favore dei lavoratori di quelle imprese che decidono di far confluire il contributo dello 0,30% a Fondimpresa.
In considerazione di questo riferimento operativo e alla luce del rilevante peso che oramai la formazione continua occupa nelle attività delle scuole edili, il gruppo si propone di:
- individuare un’idea guida per un sistema di formazione continua a regime per l’intero settore;
- stabilirne le modalità operative e di gestione (rispondenza agli effettivi fabbisogni formativi delle imprese, modalità di distacco dei lavoratori, utilizzo di sistemi di formazione a distanza assistiti dalle scuole edili in qualità di centri tutoriali);
- valutare le potenzialità e la trasferibilità in un tale progetto nazionale delle sperimentazioni più significative in atto.
Risultati attesi
Il gruppo dovrà individuare un percorso operativo e metodologico che consentirà di avviare un tavolo permanente di progettazione, che, coordinato da un project manager con la supervisone del Formedil, elaborerà una proposta progettuale nazionale da porre all’attenzione delle parti sociali e di Fondimpresa, accompagnata da una proposta operativa e da una strategia di marketing.
<<<Gruppo 3 >>>
I lavoratori stranieri in edilizia
Obiettivo
Il fenomeno della immigrazione dai paesi extracomunitari e dai nuovi paesi comunitari è ormai un fenomeno strutturale della nostra società.
La carenza di manodopera nel settore edile, in Italia come in altri paesi comunitari, potrebbe trovare una soluzione parziale nel reperimento di manodopera straniera attraverso adeguate misure di formazione propedeutiche all’inserimento lavorativo e attraverso l'offerta di percorsi formativi che fidelizzino al settore i lavoratori presenti regolarmente ma occasionalmente.
La legislazione italiana ha avviato un processo di regolamentazione del fenomeno (decreti flussi, la legge n.189 del 30 luglio 2002, regolamento di attuazione della legge in via di definizione) con cui occorre misurarsi.
Nell’ambito di questo scenario istituzionale e sociale di riferimento si aprono prospettive per un intervento delle parti sociali di settore dal punto di vista politico e delle strutture bilaterali sul piano operativo.
In considerazione delle problematiche connesse al tema di riferimento, e alla luce della ricca e articolata esperienza maturata nell'ultimo decennio dal Formedil a livello nazionale e da numerose scuole edili a livello locale, il gruppo si propone di individuare:
- percorsi formativi standard da proporre per il primo inserimento e la formazione continua di lavoratori stranieri;
- moduli di formazione per l'alfabetizzazione linguistica e l'orientamento professionale di lavoratori da selezionarsi nei paesi di origine;
- modalità di offerta formativa per i lavoratori stranieri da svolgersi anche nei paesi di origine.
Risultati attesi
Il gruppo dovrà individuare linee di azione che consentano alle strutture formative di settore di sostenere le iniziative per il reperimento di manodopera straniera.
Le linee di azione cosi individuate dovranno essere poi esplicitate in progetti di formazione professionale attraverso la costituzione di un gruppo permanente di lavoro, coordinato da un project manager e con la supervisione del Formedil.
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