Il Presidente del Formedil lancia un appello per una formazione consapevole: “Andare oltre l’applicazione burocratica delle norme per garantire la sicurezza nei cantieri.”

Tutti gli interventi del meeting di Milano ascoltabili in podcast su http://www.osservatoriosicurezzalavoro.it/convegni/senza-pericolo/

milano calzoniLa sicurezza nei cantieri è messa sempre più a repentaglio dalla trasformazione dei cantieri in un crogiolo di imprese, di squadre, di specializzazioni esasperate e da una formazione che troppo spesso si limita a fornire un semplice timbro per entrare nel mondo del lavoro piuttosto che il bagaglio conoscitivo ed esperienziale necessario per evitare i rischi reali che si incontrano sul campo”. Lo ha affermato oggi Massimo Calzoni il Presidente del Formedil, l’Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia che coordina le Scuole edili del Sistema bilaterale delle costruzioni (Sbc), in occasione del convegno “Senza pericolo. La bilateralità per imprese e lavoratori”, organizzato presso il Palazzo della Triennale a Milano dall’ Osservatorio Sicurezza Lavoro.

Il cantiere è diventato un luogo di produzione totalmente diverso da quello che era alle soglie degli anni Ottanta e che spesso ancora immaginiamo: un luogo governato dall’impresa costruttrice e da figure tecniche e operai polivalenti, così come lo erano le maestranze. “Il cantiere oggi ha subito una trasformazione che coinvolge il modo di governare il processo produttivo, sempre più in balia di aspetti procedurali e contrattuali. Al centro non vi sono più figure tecniche che conoscono i processi costruttivi ma “esperti” normativi e di meccanismi contrattuali che debbono gestire le entrate e le uscite dei diversi soggetti chiamati a realizzare un segmento del processo. Così alla fine la funzionalità non è rappresentata dal risultato qualitativo ma dalla rispondenza al quadro normativo e regolamentare”, ha denunciato Calzoni.

Questo finisce con il compromettere la sicurezza, in quanto essa viene vista come il risultato del corretto rispetto delle regole e delle norme, che prescinde da ciò che avviene in cantiere e dal livello di conoscenza di esso da parte dei diversi attori, siano essi operai, tecnici o responsabili della sicurezza. “Bisogna guardare il cantiere in modo diverso, andando oltre gli aspetti formali e concentrare l’attenzione sul reale svolgimento delle attività e delle relazioni, quanto mai complesse, che oggi caratterizzano la produzione edilizia, sia essa civile che di una infrastruttura – ha aggiunto il Presidente del Formedil -. Ci si accorgerebbe allora dell’esistenza di una vera e propria sovrastruttura formale che si trasforma in una gabbia e in meccanismi di “complicazione” destinati ad impattare negativamente sul modo di lavorare e di costruire, con effetti anche in termini di sicurezza, intesa come cultura e consapevolezza del rischio. Questo approccio, infatti si riflette sui livelli di conoscenza e di competenza di chi vi opera, finendo per garantire aspetti formali, i certificati, e non la reale conoscenza di quanto sta accadendo in quello che è il luogo di lavoro”.

Per ridurre gli incidenti sul lavoro e garantire l’incolumità degli addetti ai lavori bisogna prestare la massima attenzione alla formazione, valutandola in base alla reale capacità di aumentare la conoscenza e la consapevolezza di cosa oggi voglia dire lavorare in un cantiere. Una formazione che oggi è garantita quasi esclusivamente dal sistema rappresentato dal Formedil e dal sistema paritetico. “Auspichiamo che si riconosca al sistema delle Scuole edili che noi rappresentiamo una funzione essenziale, in quanto garanzia di percorsi formativi basati proprio sul favorire la consapevolezza del rischio attraverso la conoscenza dei meccanismo complessi del cantiere di oggi. E contemporaneamente si smetta di riconoscere validità a percorsi formalmente, almeno sulla carta, rispettosi della legge, ma sostanzialmente privi di qualunque valore conoscitivo ed esperienziale e quindi inadeguati ad evitare i rischi reali esistenti in un cantiere edile”, ha concluso.

milano roll upmilano 5 luglio okmilano senza pericolo tutemilano senza pericolo

 
 
 
 
 

powered by YoYo comunicazione