La strada del nostro futuro è tracciata 

È con particolare soddisfazione che presentiamo il Rapporto Formedil 2015 relativo all’andamento delle attività svolte dal nostro sistema bilaterale nell’anno passato. Le 103 scuole che ne fanno parte hanno lavorato nella stragrande maggioranza dei casi al meglio. Con risultati quantitativi degni di nota. 

I numeri, che abbondano nel Rapporto, ci dicono che dal 2010 hanno frequentato il nostro sistema oltre 700.000, tra operai, tecnici e altri operatori del settore. E nel 2014 gli allievi sono 144.527. Continuiamo ad essere un punto di riferimento territoriale e nazionale. L’esperienza del progetto 16ore MICS ne è la prova più evidente. Dal 2009 al 2014 sono stati formati 216.341 allievi attraverso 25.790 corsi e 394.375 ore formative. 

Pochi ma essenziali numeri che abbiamo anticipato in occasione della nostra prima Giornata della Formazione in edilizia a fine settembre a Milano. 

I dati del Rapporto confermano, a nostro avviso, che la nuova impostazione data alla formazione edile negli ultimi anni sta dando buoni risultati. Dal 2008 ad oggi il nostro settore si è ristretto in maniera consistente sul piano quantitativo. Meno investimenti, meno attività, meno lavoro, con la conseguenza di registrare una drastica riduzione del numero delle imprese e di lavoratori iscritti alle nostre Casse edili. Un trend negativo che ancora persiste. È in questo scenario che dobbiamo collocare l’attività formativa da noi svolta. Uno scenario che ha richiesto un cambiamento di prospettiva. Abbiamo scelto di avviare un percorso innovativo che puntasse su una più attenta lettura di quanto sta avvenendo e soprattutto di cogliere l’opportunità offerta dalla crisi per puntare su una formazione di base e mirata sulle esigenze di ciascun lavoratore. Ma abbiamo anche accentuato l’attenzione verso segmenti produttivi all’interno del processo edilizio che richiedevano modalità formative particolarmente adatte alla nostra capacità di lavorare sul campo, utilizzando le nostre strutture, valorizzando in particolare alcune competenze. Il progetto MICS anche in questo caso ne è la dimostrazione più convincente. Possiamo dire che il sentiero è’ stato tracciato. Ora bisogna proseguire guardando oltre e allargando quella prospettiva che ci ha guidato negli ultimi anni. 

Verso dove? Riflettendo sul presente e sul cambiamento che continua a caratterizzare il mercato delle costruzioni per rispondere alle nuove esigenze delle imprese e dei lavoratori. Nuovi modi di costruire, nuova domanda sul piano del prodotto edilizio, così come nuove professionalità e nuove competenze, che sono frutto delle nuove potenzialità offerte da processi di innovazione, caratterizzano il mercato del prossimo 6 RAPPORTO FORMEDIL 2015

futuro. Il cambiamento non è da venire: è adesso. E quando parliamo di innovazione intendiamo si quella che sta attraversando tecnologie, materiali, soluzioni costruttive che richiedono da parte di chi fa formazione un’adeguamento e un aggiornamento costante e consapevole, ma anche quella che riguarda sistemi organizzativi, finanziari e istituzionali. Processi che le parti sociali hanno intercettato e che diventano nuovi riferimenti anche per il nostro sistema. il che vuol dire fare i conti con i ritardi gestionali che caratterizzano certe realtà territoriali, significano avere il coraggio di procedere a regionalizzazioni e aggregazioni, così come saper guardare senza paura al nuovo. Il percorso che abbiamo davanti non è facile, in parte sarà doloroso e richiede attenzione ma anche convinzione e responsabilità di decidere. Probabilmente questo rapporto segna il passaggio da una fase ad un’altra, da un’era ad un’altra. Anche per la formazione in edilizia. Così che questo passaggio non potrà non essere segnato dalla consapevolezza che dobbiamo essere più agili, più competenti e più proattivi. Le nostre scuole devono investire sull’innalzamento della qualità dei formatori, così come devono adattarsi al cambiamento del settore, che richiede una formazione sempre più relazionata al cantiere e all’impresa. Dobbiamo diventare riferimenti indispensabili sul piano della conoscenza tecnica quotidiana, attraverso una crescita di quei soggetti, come ad esempio i capi cantieri o i coordinatori di più aree di attività, che devono capire l’importanza della loro crescita tecnica ed organizzaqtiva, e devono essere capaci e motivati a trasmettere questi concetti alle maestranze, diventando essi stessi formatori sul campo. Egualmente, cresce la necessità di aprire la nostra storia e la nostra organizzazione alla formazione di quei tanti piccoli imprenditori che sentono il bisogno di comprendere il cambiamento. Un anno fa abbiamo lanciato Progetto Futuro, una proposta per una formazione mirata ai titolari delle PMI. È’ urgente riprenderlo e avviare iniziative pilota, anche in collaborazione con le associazioni imprenditoriali locali. 

A Milano, il 29 settembre 2015, abbiamo invitato a parlare Jeremy Rifkin, che ha confermato le sue doti di visionario, di intellettuale che guarda oltre il presente aiutandoci a cogliere schegge di futuro. Non tutto il suo pensiero ci può apparire condivisibile, ma sicuramente ci ha aperto la mente verso scenari che già fanno parte del presente in altre parti del mondo e che probabilmente sveleranno anche il nostro domani. Avere visione, immettere creatività e libertà di pensiero nelle nostre attività e nei nostri enti è essenziale. Se il nostro futuro dipende in gran parte da noi ora sappiamo in quale direzione dobbiamo andare. 

La formazione dovrà sempre più e in modo continuo anticipare e guidare le dinamiche del mercato per dare valore aggiunto al percorso futuro del settore delle costruzioni. 

Roma, 4 novembre 2015 

Massimo Calzoni Presidente Formedil
Enzo Pelle Vicepresidente Formedil

 

 
 
 
 
 

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