Report consuntivo SEMINARI 2017

 Formiamo il territorio è un progetto ideato e promosso dal Formedil in collaborazione con il Sistema Bilaterale delle Costruzioni finalizzato ad avviare un percorso di riflessione e di alta formazione destinato all’intera filiera delle costruzioni partendo dalla ricostruzione delle aree dell’Appenino centrale colpite dal sisma e con l’obiettivo di favorire la consapevolezza sulla necessità di un piano nazionale di messa in sicurezza del territorio.

Gli obiettivi nella sua fase di avvio possono essere sintetizzati in:

  • valorizzare il ruolo delle parti sociali che si riconoscono in SBC individuando nella ricostruzione un ambito sperimentale di sviluppo e di crescita;
  • promuovere l’individuazione di percorsi virtuosi volti alla rigenerazione dei territori colpiti dal sisma e più in generale delle aree degradate o marginali;
  • avviare un confronto propositivo e una riflessione per riqualificare, ricostruire e mettere in sicurezza il patrimonio edilizio esistente e quello storico monumentale;
  • creare un network di competenze e di professionalità in grado di orientare il dibattito e sostenere proposte innovative di Governance e di gestione dei processi di trasformazione territoriale e urbana;
  • favorire una sempre maggiore conoscenza da parte dei lavoratori e degli attori della filiera dell’edilizia su tecnologie, materiali e soluzioni costruttive innovative in materia di sostenibilità e di sicurezza sismica.

Il progetto si è sviluppato in quattro seminari, uno in ogni regione colpita dal sisma. Ciascun evento è stato dedicato a uno specifico argomento individuato in base alla loro rilevanza rispetto agli obiettivi del progetto e all’importanza da essi assunti nel processo di ricostruzione, ma anche come indicatori e punti fermi di qualunque piano di messa in sicurezza del Paese.

PARTE PRIMA: il progetto nel suo insieme

I temi e le location

I quattro eventi programmati nell’ambito del progetto hanno riguardato i seguenti temi e si sono svolti tutti in luoghi e in strutture che direttamente o indirettamente rivestono un significato collegato al sisma e alla ricostruzione.

  1. Rigenerazione e ricostruzione: società, economia e sviluppo tenutosi il 15 settembre 2017 presso la Camera di Commercio di Rieti (Lazio): la casa dell’economia del territorio;
  2. Sicurezza e funzionalità delle infrastrutture sociali e di mobilità tenutosi il 22 settembre 2017 presso il teatro Politeama a Tolentino (Marche): un’infrastruttura sociale di prestigio;
  3. Sicurezza e tutela del patrimonio storico, monumentale e paesaggistico svoltosi il 27 settembre 2017 presso il nuovo auditorium progettato da Stefano Boeri a Norcia (Umbria): un esempio di possibile ricostruzione nel segno dell’architettura contemporanea;
  4. La fattibilità della ricostruzione: Governance, pianificazione, regole svoltosi il 24 novembre 2017 presso la Sala polifunzionale della provincia di Teramo (Abruzzo): un palazzo delle istituzioni.

I partner istituzionali

Ogni evento è stato progettato individuando un partner istituzionale o tecnico il quale, insieme agli enti bilaterali provinciali, è stato coinvolto nell’ideazione e nella costruzione dei contenuti, oltre ad essere direttamente chiamato a svolgere una delle relazioni introduttive. Così sul tema della rigenerazione territoriale si è collaborato con il Coordinamento delle Aree interne della Presidenza del Consiglio dei Ministri; nell’affrontare la questione delle infrastrutture l’interlocutore principale è stata l’ANAS, mentre per quanto ha riguardato i beni storico monumentali e artistici ci si è avvalsi della competenze del MIBACT e della Sovrintendenza dell’Umbria. Infine per il quarto seminario dedicato alle regole e alla Governance ci si è rivolti agli Uffici speciali per la ricostruzione del sisma 2009 e del sisma 2016.

Per ogni evento ci si è avvalsi altresì delle competenze presenti nelle Università delle singole regioni così come di esperti e rappresentanti delle professioni e di enti e istituti specializzati.

I relatori

Nei quattro seminari, oltre al presidente e al vicepresidente del Formedil e ai presidente e ai vicepresidenti delle scuole edili delle provincie con cui si sono organizzati i singoli incontri, si sono alternati 32 relatori (come dai programmi allegati): sindaci, dirigenti di istituzioni centrali e regionali e di stazioni appaltanti, docenti universitari, imprenditori e rappresentanti delle Parti sociali.

Inoltre, nel corso dei seminari sono intervenuti i rappresentanti di alcune aziende della filiera (Edilmag, Mapei, One Team, Pontarolo Engineering, Unical, Wienerberger), illustrando soluzioni tecnologiche innovative nel campo dell’antisismica o utili ad assicurare una migliore ricostruzione. Ciò nell’ambito dell’obiettivo di favorire una maggiore conoscenza tecnica collegata a possibili attività di aggiornamento e formazione.

La partecipazione

Complessivamente ai seminari del progetto formiamo il territorio hanno presenziato oltre 500 persone tra personale ed esponenti delle presidenze degli enti bilaterali (del territorio ma non solo), operatori del settore delle costruzioni, professionisti ed amministratori locali.

La comunicazione

A sostegno del progetto è stato predisposto, con la collaborazione di Strategie & Comunicazione, un piano di comunicazione così articolato:

  • progettazione e diffusione di una brochure del progetto,
  • progettazione, realizzazione e gestione aggiornata del sito web formiamoilterritorio.it,
  • redazione e diffusione di un comunicato stampa nazionale e di comunicati stampa regionali relativi al progetto nazionale,
  • progettazione e redazione di un documento di base riportante le motivazioni del progetto, le linee guida di lettura dei processi di emergenza e di ricostruzione post sisma secondo il Formedil,
  • stampa e diffusione locale dei programmi di ciascun seminario,
  • redazione e diffusione ai media locali di:
  • comunicato stampa di lancio destinati ai media locali con le dichiarazioni dei rappresentanti degli enti territoriali organizzatori e del Formedil,
  • nota stampa post evento,
  • redazione di articoli dedicati al progetto e all’evento diffusi sul portale del Formedil e sulla piattaforma web civiltadicantiere.it,
  • pubblicazioni di articoli di alcuni relatori nella sezione dedicata al Formedil dei numeri 2 e 3-4 del magazine “Civiltà di Cantiere”.

 

PARTE SECONDA: i quattro incontri

Ogni seminario al di là del tema specifico su cui si è concentrata la riflessione dei relatori è stata comunque l’occasione per presentare e le tesi del Formedil riassunta nel documento di base diffuso in occasione degli eventi seminariali, così come in occasione della Giornata nazionale della formazione in edilizia il 18 ottobre 2017, dal titolo PER UNA RICOSTRUZIONE A MISURA DI TERRITORIO VALORIZZANDO L’INNOVAZIONE E LE COMPETENZE (vedi allegato). Tesi che qui si riassume brevemente nei suoi contenuti di principali.

Andare oltre l’emergenza, per una ricostruzione che sia l’occasione per un cambiamento radicale di approccio al tema della salvaguardia e valorizzazione sostenibile del territorio. Solo così sarà possibile ridurre in futuro i rischi di calamità naturali salvando vite e riducendo drasticamente danni e costi, ma soprattutto per intervenire efficacemente nel momento in cui il territorio e le popolazione verranno colpite. Così si può riassumere la tesi intorno alla quale il Formedil ha riunito personalità istituzionali, tecnici, imprenditori, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, aziende e rappresentanti della società civile.

Ogni seminario è stato progettato secondo un format di base che prevedeva:

  • Saluti istituzionali e delle presidenze delle scuole/cpt provinciali partner dell’evento
  • Relazione introduttiva a cura della presidenza del Formedil
  • Una o più relazione di inquadramento sul tema specifico dell’evento a cura dei partner istituzionali
  • Una serie di interventi coordinati dal direttore di Civiltà di Cantiere
  • Una sessione conclusiva dedicata all’innovazione tecnologica con il contributo di aziende portatori di soluzioni.

Questa sequenza è stata rispettata nei primi tre seminari con alcune variazioni nel solo caso di Teramo.

 

Ricostruzione e rigenerazione: societa’, economia e sviluppo (Rieti 15 settembre)

Rieti, 15 settembre 2017

Il primo seminario, dopo i saluti istituzionali è stato aperto del Presidente del Formedil Massimo Calzoni che nel descrivere gli obiettivi e le motivazioni del progetto “formiamo il territorio” ha soprattutto evidenziato come “non sia possibile che in occasione di ogni terremoto o alluvione o altro fenomeno naturale, facilmente prevedibile considerata la fragilità del nostro territorio, si predispongano modalità sempre diverse, si creino istituzioni e commissari, si ridefiniscano modelli, invece di puntare su un sistema normale, consolidato, dove tutti i soggetti e le istituzioni siano già preparate e sappiano esattamente quello che debbono fare. Abbiamo bisogno di un metodo fondato sulla cura quotidiana e non sulla disattenzione, l’improvvisazione e su una cultura che pone al centro la normativa e una gestione emergenziale delle risorse.” La relazione di base è stata svolta da Maria Gigliola Cirrillo del Comitato Nazionale Aree Interne della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha soprattutto messo in luce la necessità di individuare un approccio nuovo che riguardi la strategia, la programmazione e la Governance della ricostruzione di un’area come quella colpita dal sisma nel 2016 caratterizzata fortemente da processi consolidati di spopolamento e di contrazione delle attività economiche. Si sono poi succeduti una serie di interventi, tra i quali quello del presidente di ANCE Lazio, Stefano Petrucci, ha invitato gli enti locali e l’apparato burocratico dello Stato ad attivare procedure più snelle e veloci per partire subito con la trasformazione dei territori, evitando intoppi e ritardi. Il rilancio dell’edilizia può cominciare proprio da un piano che valorizzi la rigenerazione delle aree interne. Per Stefano Macale, Segretario nazionale Filca CISL, “il problema della ricostruzione non sono le risorse. Quelle ci sono. La questione principale è come spenderle in maniera efficace, senza sperperi e senza favorire le imprese negligenti ma attuando un piano che metta al centro professionalità e competenze. Per una riconversione strutturale di qualità c’è bisogno di gente che sa lavorare bene. C’è bisogno di alta formazione edile.” E’ emersa un’ampia convergenza da parte di tutti sulla necessità di superare l’idea di una ricostruzione avviata secondo il principio del “dov’era, com’era”, non rispondente a una logica e a una visione in grado di dare un futuro migliore alla popolazione e al territorio. L’input è arrivato in primis da Fabio Refrigeri, Assessore Infrastrutture, Politiche Abitative, Enti Locali della Regione Lazio che ha subito dichiarato l’intenzione, da parte della Regione, di avviare una pianificazione a lungo termine da attuare in sinergia con gli altri soggetti coinvolti, ribadendo che “il tale e quale va bene sotto emergenza. Ma non può essere la base per una visione strategica efficace.” Anche secondo Maurizio Aluffi, Presidente GAL Vette Reatine “l’attenzione va data alla visione economica e occupazionale di questi territori: dei 2500 abitanti di Amatrice ora ne saranno rimasti forse 600, questo indica che l’operazione non è affatto ben riuscita. Fare sinergia significa creare le opportunità e le condizioni per gli investimenti sui territori, in modo tale che le aree più industrializzate fungano da volano per quelle più a margine.” Il Sindaco di Cittareale Francesco Nelli ha messo in evidenza l’importanza di una strategia ad hoc che riguardi la rete viaria e infrastrutturale. “Strutture come scuole e ospedali vanno ricostruite secondo una logica di sistema che tenga presente le reali esigenze della popolazione dell’area. Il tutto seguendo una linea progettuale che tenga conto delle nuove tecnologie e delle tecniche costruttive più all’avanguardia.” Nel chiudere la serie di interventi prima della sessione dedicata all’innovazione tecnologica il vicepresidente di FORMEDIL Francesco Sannino ha ricordato come “consapevolezza, conoscenza approfondita e continuità gestionale sono le parole d’ordine di un nuovo modo di affrontare le conseguenze inevitabili di una fragilità diffusa con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno. Il terremoto del 2016 ci ha dimostrato che siamo di fronte a un cambiamento geologico e strutturale del nostro paesaggio fisico che richiede nuovi livelli di consapevolezza e un grande piano strategico per il Paese.” A seguire la sessione dedicata all’innovazione.

Sicurezza e funzionalità delle infrastrutture sociali e di mobilità (Tolentino 22 settembre)

Tolentino, 22 settembre 2017

Nel secondo incontro di formiamo il territorio nelle Marche si è parlato di viabilità e di infrastrutture. Molti gli interventi della giornata, che si è aperta con l’intervento del vicepresidente del FORMEDIL Francesco Sannino, che ha collegato il tema della viabilità a quello affrontato nel primo incontro dedicato alla rigenerazione economica e sociale dei territori colpiti dal sisma. Portando il saluto del CPT di Macerata il presidente Enrico Crucianelli ha richiamato il modello delle Marche come esempio ottimale di ricostruzione dopo il sisma del 1997. In rappresentanza delle parti sociali sono intervenuti l’imprenditore Carlo Trestini, Presidente Commissione nazionale casse edili e Daniele Boccetti, segretario generale della Fillea CGIL Marche. Nella sua relazione introduttiva il presidente del FORMEDIL Massimo Calzoni ha illustrato il progetto richiamando le tesi sottolineando in particolare il legame inscindibile che lega il popolo al suo territorio e ha ribadito con forza come per mettere in sicurezza il Paese sia necessario trovare un modello che sia applicabile sempre e a tutti, e si punti su una programmazione a lungo termine. La relazione generale sul tema della ricostruzione della rete di viabilità è stata svolta da Raffaele Celia, responsabile per l’Italia centrale di ANAS Spa, che ha presentato un quadro della situazione infrastrutturale delle Marche, descrivendo le linee guida che ANAS sta adottando per migliorare la situazione della viabilità nelle aree a rischio sismico, proponendo, tra le altre, quella di potenziare la professionalità delle maestranze grazie ad un accordo con FORMEDIL. Di grande interesse gli interventi successivi, tra i quali quello di Cesare Spuri, direttore Ufficio Ricostruzione delle Marche, che ha evidenziato come sia fondamentale cambiare mentalità e uscire dal fatalismo. Secondo Spuri scuole, ospedali e altri edifici pubblici non devono essere a rischio. Spuri ha poi illustrato come la Regione sta gestendo insieme alla Protezione civile l’emergenza e come si stia attrezzando per gestire una ricostruzione che appare quanto mai complessa. I due interventi di Piero Farabollini e Stefano Lenci, rispettivamente professori dell’Università degli studi di Camerino e dell’Università Politecnica delle Marche, hanno puntato a definire meglio le strategie per operare una ricostruzione efficace, soprattutto attraverso un’azione preventiva che punti sullo studio del territorio e sulla progettazione d’insieme. La seconda parte del seminario come anche a Rieti e a Norcia è stato dedicato all’innovazione tecnologica di materiali e soluzioni costruttive, passando dal calcestruzzo, da sempre il materiale più incline ad essere utilizzato per le infrastrutture, al laterizio, utilizzato molto per le abitazioni e altri sistemi edilizi. Tutto all’insegna della sicurezza, per ricordare che il materiale non è abbastanza se poi non è supportato da una conoscenza e una professionalità da parte di chi lo deve utilizzare. Dalla sequenza delle relazioni tecnica è emerso come conoscenza, programmazione, studio del territorio siano gli elementi chiave per operare una ricostruzione all’insegna di sicurezza e benessere.

Sicurezza e tutela del patrimonio storico, monumentale e paesaggistico (Norcia 27 settembre)

Norcia, 27 settembre 2017

Il terzo incontro si è tenuto in Umbria con l’obiettivo di favorire una riflessione critica e propositiva sul tema della conservazione del patrimonio storico monumentale. Al centro la questione fondamentale di come garantire una piena tutela di beni che hanno un valore non soltanto dal punto di vista degli edifici ma anche in quanto ‘contenitori’ di opere d’arte. Il seminario è stato aperto dal sindaco di Norcia Nicola Alemanno che ha ricordato come il terremoto che ha colpito l’Appennino centrale abbia causato danni di una gravità eccezionale. Con pochi numeri ha evidenziato come, soprattutto nel caso della scossa del 30 ottobre, il numero esiguo di vittime abbia influito su una sottovalutazione della gravità del sisma e dei suoi effetti.

Il presidente del Formedil Massimo Calzoni nella sua relazione introduttiva ha ribadito la necessità di affrontare il tema della ricostruzione all’interno di una visione basata sul fatto che il nostro Paese è territorialmente fragile e che è indispensabile rendersi conto che di fronte a calamità naturali ricorrenti è necessario un grande piano ordinario di messa in sicurezza del territorio, di persone e beni, salvaguardando paesaggio e beni storico – monumentali. “Ci vuole un metodo fondato su continuità di programmi e di risorse, affidandone la gestione a istituzioni ordinarie, puntando sulla competenza e sul ripristino di una vigilanza quotidiana.” Attenzione alla legalità e all’importanza di poter contare su competenze e una buona gestione dei processi costruttivi, così come di una corretta e selezione di imprese e lavoratori è stata posta dagli interventi di Valentino Nicolì, Responsabile Commissione Nazionale Sicurezza dell’ANCE e da Stefano Paloni, Segretario Regionale FENEALUIL Umbria.

La relazione generale di apertura sul tema della sicurezza e della tutela è stata svolta dalla direttrice del MIBACT Caterina Bon Valsassina che ha illustrato il documento elaborato da un gruppo multidisciplinare di esperti creato dal Ministero con il quale sono state individuate delle linee guida metodologiche e di indirizzo relativamente alla ricostruzione e al principio del dov’era e com’era. Dal documento è emerso soprattutto come il ripristino delle opere crollate, sia singole che nel loro insieme di strutture urbane, non possa prescindere da un’analisi più generale che metta al centro la prevenzione.

Il tema dell’emergenza e della messa in sicurezza delle strutture danneggiate, così come del patrimonio artistico, è stato affrontato dalla sovrintendente Marica Mercalli Direttore Sovrintendenza archeologia, belle arti, paesaggio Umbria con una puntuale relazione, ricca di esempi e di immagini, che ha evidenziato la complessità delle soluzioni.

Antonio Borri, professore dell’Università di Perugia evidenziando la necessità di guardare ai beni storico – monumentali prestando attenzione alla loro storia, avendo come obiettivo non solo il ripristino estetico, ovviamente importante, bensì garantendone la sicurezza statica

Nel suo bell’intervento lo storico dell’arte Bruno Toscano ha evidenziato come la conservazione dei beni debba partire dalla prevenzione assicurata soltanto dalla presenza in loco di una popolazione che ne garantisce attraverso lo “sguardo” quotidiano, non solo la sopravvivenza e le funzionalità, ma anche la manutenzione. Infine per l’antropologo Luciano Giacchè garantire un ripopolamento delle aree interne è essenziale e deve basarsi su un recupero di vocazioni economiche strettamente legate alla storia e al paesaggio. Per Bruno Iannelli, sovrintendente speciale unico per le zone colpite dal sisma è essenziale guardare alle esperienze passate sapendo cogliere quanto di buono è stato fatto, adeguandone norme che già esistono e che debbono essere semplificate e misurate con le potenzialità offerte dalle tecnologie e dalle competenze professionali e tecniche. Nelle sue conclusioni sul tema il vicepresidente del Formedil Francesco Sannino ha tirato le fila sottolineando l’importanza di avere una visione olistica in grado di contemplare la complessità delle relazioni tra comunità e patrimonio storico e paesaggistico per poi richiamare l’attenzione del MIBACT sui meccanismi di selezione e sull’importanza di coinvolgere le rappresentanze imprenditoriali e dei lavoratori per assicurare quella qualità e competenza che nella ricostruzione gioca un ruolo determinante.

Puntuali e ricchi di suggestioni sono poi stati i contributi sulle soluzioni costruttive d parte delle aziende intervenute nella sessione dedicate all’innovazione tecnologica.

La fattibilità della ricostruzione. governance, pianificazione, regole (Teramo 24 novembre)

Teramo, 24 novembre 2017

Il quarto incontro si è tenuto presso la Provincia di Teramo. Al centro della riflessione comprendere e valutare come si stia gestendo la ricostruzione. Dopo i saluti del Presidente di Edilformas Abruzzo Paolo Di Giampaolo e una relazione del presidente del EFSE Scuola edile di Teramo, Ezio Iervelli a illustrare il progetto del Formedil ripercorrendo quanto avvenuto nei seminari precedenti è stato il vicepresidente Francesco Sannino che si è soffermato soprattutto sulla rilevanza che da parte sia del Commissario nazionale che delle Regioni si presti grande attenzione alla regolarità nell’ambito dei lavori utilizzando anche il sistema bilaterale delle costruzioni come baluardo. Sannino ha anche ricordato come la congruità sia uno strumento che oltre a consentire di valutare i comportamenti e la serietà delle imprese assicura qualità realizzativa delle opere. Parlando di governabilità e di regole su proposta della scuola edile di Teramo la relazione generale è stata dedicata all’interpretazione del sistema delle ordinanze per quanto riguarda la ricostruzione del patrimonio edilizia privato. A svolgerla l’architetto Clara Cucco dello studio di progettazione e ingegneria ArchLiving. Attraverso una puntuale lettura delle norme presenti nelle diverse ordinanze si è delineata la mappa delle procedure da seguire evidenziando criticità e opportunità. I meccanismi di governo e lo stato dell’arte della ricostruzione sono stati affrontati prendendo come terreno di analisi le aree dell’Abruzzo colpite dai due terremoti del 2009 e quello più recente dell’inverno 2016/2017. A illustrare sovrapposizioni e complessità dei processi decisionali, ma anche ad evidenziare i risultati raggiunti Paolo Esposito Titolare USRC Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del cratere e Marcello D’Alberto, Direttore Ufficio Speciale Ricostruzione Abruzzo Sisma 2016. Il tema della regolarità e dell’importanza di una ricostruzione trasparente e dove le Parti sociali lavorino insieme sapendo vigilare su comportamenti e meccanismi è stato l’oggetto principale dell’intervento del vicepresidente dell’EFSE, anche nella sua veste di segretario regionale della Fillea-CGIL, Silvio Amicucci. A chiudere i lavori è stato il presidente del Formedil Massimo Calzoni che ha riproposto i grandi interrogativi connessi a un sistema di Governance che resta fortemente caratterizzato dall’assenza di visione perdendo di vista i reali obiettivi di un processo di messa in sicurezza strutturale del nostro territorio che deve basarsi su una forte pianificazione a cui legare una puntuale e realistica programmazione delle risorse. Calzoni ha anche ripreso alcune riflessione poste al centro del dibattito in occasione della Giornata nazionale della formazione richiamando l’attenzione sulla profonda crisi di un settore e di un sistema, quello bilaterale, sempre meno rappresentativo e caratterizzato da una presenza imprenditoriale che va sempre più riducendosi, chiedendosi come invertire il processo in assenza di modelli e di politiche industriali dedicate. Il presidente del Formedil ha altresì evidenziato le difficoltà di costruire di percorsi di formazione adeguati al mercato attuale futuro in assenza di condizioni per una ripresa di un tessuto imprenditoriale strutturato e in grado di rispettare regole e norme rigorose auspicando che la ricostruzione possa costituire un terreno di cambiamento di approccio e di prospettiva. “E’ questo –ha concluso Calzoni – uno dei principali motivi che ci ha spinto a promuovere un progetto come formiamo il territorio.”

 

PARTE TERZA: i risultati in sintesi e linee guida per un’evoluzione del progetto

Come hanno ribadito sia Calzoni che il vicepresidente del Formedil Francesco Sannino solo un grande piano/progetto di media lunga durata potrà restituire centralità all’industria delle costruzioni valorizzando altresì il ruolo svolto dal Sistema Bilaterale delle Costruzioni utilizzandone l’esperienza e la capillarità di una rete in grado di fornire servizi di assistenza e di crescita professionale oltre che di controllo della regolarità. E’ una questione di approccio e di metodo. E’ essenziale una nuova consapevolezza sulla centralità dei beni comuni e per una diversa qualità del lavoro. Pianificazione, competenze e regolarità sono tre elementi che debbono costituire i pilastri di una progettazione virtuosa del nostro futuro. Solo così sarà del resto possibile riconfigurare lo stesso sistema organizzativo e di gestione della formazione sul territorio, adeguandolo a un piano in cui siano definiti gli obiettivi qualitativi e tecnologici, dalla ricostruzione alla riqualificazione, dalla manutenzione ordinaria a quella straordinaria, senza incertezze o compromessi.

Perché, come si legge nel Rapporto 2017 del Formedil, “per estendere la capacità del nostro sistema di offrire formazione di qualità all’intera filiera delle costruzioni servono condizioni quali norme contrattuali, risorse economiche, risorse umane, ad iniziare da formatori “competenti”, sinergie con i produttori di materiali, componenti e tecnologie.” Serve di realizzare un ecosistema integrato che possa contare su un grande progetto di risistemazione del nostro territorio puntando sulla qualità del costruire, esaltando le potenzialità delle innovazioni, rigenerando il tessuto imprenditoriale su una nuova piattaforma economica e finanziaria, con regole e responsabilità chiare, in una logica di integrazione e collaborazione.

 Con formiamo il territorio il Formedil ha ottenuto diversi risultati che contengono già i prodromi per una nuova fase del progetto:

  1. Ha fatto sentire la vicinanza agli enti territoriali di SBC del sistema nazionale sostenendoli nella loro azione di presidio, di vigilanza e di interlocuzione con le istituzioni locali e regionali impegnate nelle azioni di ricostruzione
  2. Ha rafforzato il ruolo del Sistema bilaterale come interlocutore consapevole sul piano dell’analisi dei fenomeni e dei processo connessi alla ricostruzione sia a livello nazionale che territoriale proponendo un modello e una metodologia basata su una gestione ordinaria e su risorse e competenze adeguate
  3. Ha lanciato alcuni precisi messaggi sulla necessità di avere un approccio inclusivo e di guardare con attenzione al rapporto tra comunità e territorio per una diversa lettura e proposta di sviluppo
  4. Ha avviato una serie di rapporti istituzionali di eccellenza che debbono costituire riferimenti e opportunità per proseguire nella riflessione su un tema centrale come quello della messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio pubblico e privato
  5. Ha posto al centro della riflessione delle parti sociali il tema della stretta connessione tra un mercato in forte cambiamento, un sistema produttivo e imprenditoriale che rischia il collasso e le vocazione e le prospettive future del sistema bilaterale
  6. Ha posto le premesse per un percorso innovativo sul fronte della formazione partendo proprio dalle necessità in termini di competenze sul fronte delle maestranze così come dei tecnici aprendo una nuova fase per quanto riguarda i rapporti con l’innovazione.

 

 

1 commento

  1. FORMEDIL ha detto:

    TUTTI I VIDEO DEGLI INTERVENTI DEI 4 SEMINARI FORMIAMO IL TERRITORIO SONO DISPONIBILI SUL CANALE YOUTUBE DEL FORMEDIL.

 
 
 
 

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