Formazione
per l'apprendistato in edilizia
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Presentazione
I punti di partenza per l'elaborazione del progetto sono stati posti
a Verona nel corso del convegno del 12 dicembre 1997 allorchè
si è analizzatoin specifico il tema dell'innovazione della
formazione di ingresso nel settore delle costruzioni e si sono individuate:
Dieci regole di buona prassi da assumere come obiettivi condivisi
dalle parti in campo, per rinnovare le modalità di offerta
della formazione ai giovani e all'imprese.
Il progetto si raccorda alle iniziative avviate dal Ministero del
Lavoro per rilanciare l'istituto dell'apprendistato con le nuove
modalità previste dll'articolo 16 della legge TREU, associando
a questo strumento l'idea di un rilancio presso i giovani dell'immagine
del lavoro edile come lavoro professionalizzante e appetibile se
scelto ... attraverso la formazione.
Il tutto con l'obiettivo di coinvolgere il sistema imprese all'interno
di un processo positivo di interazione con il sistema formativo
di settore, che consenta alle imprese stesse di beneficiare delle
agevolazioni previste dalla legge.
Il progetto è così articolato:
durata biennale
2002 allievi
60% attività Centro Nord, 40% Sud
operai ma anche impiegati e tecnici
durata dei cicli di formazione pari a288 ore per gli operai
(144 l'anno), 216 ore per gli impiegati (durata 18 mesi).
Il progetto elaborto dal Formedil costituisce una sorta di linea
guida su cui saranno chiamate ad operare le realtà territoriali
Il progetto è finanziato al 100% per un importo pari a circa
18 miliardi, dal Ministero del Lavoro.
Trattandosi di sperimentazione è previsto il rimborso alle
imprese del costo della retribuzione relative al periodo di formazione
esterna.
Le parti sociali del settore delle costruzioni auspicano che il
nuovo apprendistato, gestito attraverso il sistema bilaterale di
formazione del settore, possa contribuire al necessario ricambio
di manodopera, offrendo ai giovani che si avvicinano all'edilizia
una prospettiva credibile di inserimento al lavoro e di costruzione,
attraverso la formazione, di una carriera professionale.
Le attività
Il progetto sperimentale di formazione per lapprendistato
non è stato soltanto un progetto di formazione: la formazione,
che è stata il cuore dellattività di sperimentazione,
ha costituito una occasione per mettere a punto un sistema innovativo
di offerta formativa.
Lapprendistato per ledilizia, che in alcune province
del Nord era già un patrimonio consolidato delle scuole edili
e della contrattazione tra le parti sociali, in altre parti dellItalia
non esisteva proprio come istituto e ha incontrato difficoltà
ad affermarsi come strumento di gestione del mercato del lavoro.
Il progetto sperimentale si è cimentato con questa necessità
di costruire dei percorsi, dei modelli formativi, a partire dall'analisi
del tipo di utenza che abbiamo di fronte con l'obiettivo di proporre
un software di gestione didattica che consentisse anche allultimo
centro di formazione collegato alla rete Formedil di poter entrare
su questo segmento di offerta nuovo e, quindi, di poter partecipare
a questa nuova stagione apertasi con la Legge Treu.
Le tappe di sviluppo del progetto sono sintetizzate nello schema
seguente e sono raccontate nel sito Internet dedicato.
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LE TAPPE DI SVILUPPO
DEL PROGETTO |
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FASE 1 AVVIO DEL
PROGETTO, SELEZIONE DEI CENTRI E INDAGINE SUI FABBISOGNI |
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FASE 2 PROMOZIONE, INFORMAZIONE,
ORIENTAMENTO |
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FASE 3 PROGETTAZIONE FORMATIVA E
PRODUZIONE MATERIALI DIDATTICI |
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FASE 4 FORMAZIONE FORMATORI |
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FASE 5 REALIZZAZIONE
DELLE ATTIVITA' FORMATIVE |
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FASE 6 INDAGINE
SUL PROFILO DEGLI APPRENDISTI EDILI |
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FASE 7 MONITORAGGIO IN PROGRESS
E FINALE |
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FASE 8 DIFFUSIONE DEI
RISULTATI (attività sviluppata nella coda di progetto) |
| 1 |
Prima di tutto abbiamo adottato
una procedura di selezione interna ai nostri centri, omogenea
con quella adottata dalle parti sociali del settore metalmeccanico
per il progetto sperimentale apprendistato di quel settore.
Abbiamo selezionato i centri, valutando quali erano le reali
capacità, mettendo i centri che volevano partecipare
di fronte a questa sperimentazione a una domanda di questo tipo:
siete davvero sicuri che nel Vostro bacino del mercato del lavoro
cè una possibilità, cè unopportunità
di fare questo tipo di formazione; come pensate di costruire
un piano di offerta formativa sullapprendistato nella
vostra provincia.
A queste domande molti centri hanno risposto in modo pertinente,
e qualcuno si è un po allargato e qualcuno altro
si è tenuto molto stretto, non pensando al boom di domande
che avrebbe avuto. Il dato più significativo è,
però, che il Formedil aveva immaginato allinizio
una sperimentazione concentrata su 20-25 province, in realtà
abbiamo avuto un meccanismo che ha coinvolto trentotto province.
|
| 2 |
La seconda fase è stata la
fase di promozione, informazione ed orientamento. Questa fase
è stata sviluppata a partire dai materiali informativi
lucidi, schede, CD Rom elaboratori dal Formedil. Le riunioni
promosse nelle singole province, in raccordo con le parti sociali
a livello territoriale, hanno diffuso l'informazione sul progetto.
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| 3 |
E' cominciata, quindi, la fase
di progettazione e sviluppo dei materiali didattici. |
| 4 |
E, quindi, seguita una fase
di formazione formatori che ci ha visto organizzare tre corsi
di formazione formatori, due per il centro Nord a Torino e uno
per il Mezzogiorno a Napoli. |
| 5 |
Quindi, ha avuto inizio la parte
vera e propria di realizzazione delle attività formative. |
| 6 |
Contemporaneamente una indagine
sul profilo dell'apprendista ha intervistato oltre 300 allievi. |
| 7 |
A tutto questo si è diciamo
accompagnato una fase di monitoraggio in progress, ancora tuttora
in corso, continua diciamo, un po bombardante qualche
volta quando i dati non arrivavano. |
| 8 |
Al tempo stesso si è sviluppata
unattività di diffusione che a partire dal sito
Internet di servizio e a partire dalle iniziative varie che
sono state fatte a livello nazionale e a livello locale ha
cercato di diffondere la conoscenza dellistituto dellapprendistato.
Tale attività è stata completata nel periodo 1/1/2001 30/6/2001
grazie alla cosiddetta coda di progetto che ha consentito
di realizzare prodotti didattici e informativi per la diffusione
delle buone prassi sperimentate. In particolare, sono da segnalare
le seguenti iniziative:
-
predisposizione e stampa di materiali promozionali sul nuovo
apprendistato (opuscoli e video) destinati a giovani, imprese,
strutture scolastiche, istituzioni;
- vademecum per il tutor aziendale (elaborato in versione
testo e cdrom sulla base di esperienze condotte in alcune
province sulla formazione di tutor aziendali)
- edizione finale in versione cdrom dei materiali didattici
per operai e impiegati;
- elaborazione e stampa dei risultati di ricerche su I Giovani
e l’edilizia: motivazioni all’ingresso e percorsi di carriera;
- seminario nazionale finale di valutazione con formatori
e tutor delle scuole impegnate nella sperimentazione;
- convegno finale di diffusione dei risultati;
- realizzazione di un sito finale di progetto per la disseminazione
di esperienze, risultati, metodologie, prodotti all’indirizzo
dedicato www.ediliziapprendistato.it
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Passiamo ad esaminare
ora i dati relativi alla formazione che resta il nucleo centrale
del progetto sperimentale.
Che
cosa avevamo in mente e che cosa è successo.
Il
Formedil aveva proposto un progetto per 1700 giovani, in realtà
ne abbiamo formati un migliaio.
Dei 1700 giovani programmati 1176 giovani erano previsti nel centro
Nord e 580 nel Mezzogiorno, per un totale di 95 corsi al Nord e
46 al Sud con una percentuale anche discreta di corsi per impiegati.
In realtà nella tabella che segue si evidenzia che nel primo
anno abbiamo sostanzialmente fatto il pieno in un segmento di questa
offerta, il centro Nord operai, dove abbiamo realizzato 64 corsi
per 791 allievi iscritti, (hanno poi terminato poi regolarmente
i corsi 633, 8 corsi per impiegati e 107 allievi (un numero minore
di quello previsto) per un totale di 72 corsi e 898 allievi.
Quindi si è registrato un risultato importante per quanto
riguarda il Centro Nord soprattutto nellarea operaia.
Perché nellarea impiegatizia non si verifica questo?
Perché il contratto di apprendistato impiegati è stata
una novità, unopportunità nuova, cè
stato un problema contrattuale legato alla durata di 18 mesi, allpplicazione
del nuovo istituto e così via. Per questa serie di ragioni
i corsi per impiegati hanno cominciato a decollare quando il primo
anno era già finito, pertanto, non cè stato
il tempo di attivarli tutti.
La
formazione nucleo centrale del progetto sperimentale
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| CENTRO NORD |
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|
|
|
|
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|
| |
|
operai
|
impiegati
|
totale
|
| |
corsi
|
allievi
|
corsi
|
allievi
|
corsi
|
allievi
|
| attività programmate |
|
77
|
924
|
18
|
252
|
95
|
1176
|
| attività realizzate nel I°
anno |
|
64
|
791
|
8
|
107
|
72
|
898
|
|
formati
|
|
633
|
|
102
|
|
735
|
| attività realizzate nel II°
anno |
iscritti
|
44
|
413
|
7
|
64
|
51
|
477
|
| |
| MEZZOGIORNO |
|
|
|
|
|
|
|
| |
|
operai
|
impiegati
|
totale
|
| |
corsi
|
allievi
|
corsi
|
allievi
|
corsi
|
allievi
|
| attività programmate |
|
32
|
384
|
14
|
196
|
46
|
580
|
| attività realizzate nel I°
anno |
iscritti
|
8
|
93
|
0
|
0
|
8
|
93
|
|
formati
|
|
70
|
|
0
|
|
70
|
| attività realizzate nel II°
anno |
iscritti
|
7
|
67
|
0
|
0
|
7
|
67
|
| |
Se andiamo a vedere i dati relativi al secondo anno,
sempre per il centro Nord, vediamo che in realtà i 64 corsi
si contraggono a 44 e gli allievi, pur restando una quota consistente,
diventano poco più del un 60%.
Perché succede questo? Cose che succedono anche in altri
settori, cè una serie di difficoltà, che generano
dispersione: il servizio militare, il passaggio dal contratto di
apprendistato a un contratto di lavoro ordinario in altri, l'abbandono
del settore in altri casi. Un dato, però, è interessante:
la percentuale di permanenza, nel caso del progetto sperimentale
apprendistato è superiore alla percentuale di permanenza
degli allievi formati dopo il primo anno con corsi tradizionali
di prima formazione. Anche questo dato va valutato, dunque, dentro
un panorama più generale che riguarda il tema i giovani e
ledilizia.
Passiamo ora ad esaminare l'andamento
del progetto nel Mezzogiorno.
Nel Mezzogiorno, come altri settori, abbiamo avuto una situazione
molto difficile, tanto che ad un certo punto abbiamo anche disperato
di riuscire a fare qualche corso.
Il progetto sperimentale è stato promosso in 15 sedi, siamo
riusciti ad attivare 8 corsi per operai (32 corsi programmati) in
3 province, Cagliari, Matera e Sassari, per 93 allievi. Nel secondo
anno ne abbiamo conservati 7 con una maggiore stabilità rispetto
al centro nord. Anche se stiamo parlando di numeri relativamente
piccoli riteniamo che la sperimentazione sia stata ugualmente interessante.
Quali
sono le valutazioni di fine progetto.
Nel rispondere a questa domanda ci siamo rifatti ad alcuni punti
di discussione che il Ministero del Lavoro e lIsfol hanno
messo al centro del seminario nazionale su tutti i progetti apprendistato
organizzato fatto a Giardini Naxos nel maggio del 2000.
Proviamo
ad esaminare le singole questioni.
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| 1. Certificazione,
crediti, valutazione |
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Escono fuori problemi e questioni di prospettiva che sono
da un lato il raccordo tra la certificazione contrattualmente
prevista, che nel caso dell’edilizia è il libretto personale
di formazione da noi rilasciato insieme all’attestato di frequenza
e la certificazione regionale, come modello unico di certificazione.
La spendibilità dei crediti: oggi con la riforma dell’obbligo
scolastico e con l’introduzione dell’obbligo formativo e con
la riflessione teorica attorno alle passerelle esiste un problema
per tanti giovani, di spendibilità dei crediti acquisiti attraverso
l’apprendistato e l’intreccio tra i percorsi di apprendistato
e i percorsi che le stesse scuole edili possono proporre sul
terreno dell’obbligo formativo.
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| 2. Collegamento
tra aziende e scuole edili |
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C'è stato all’inizio del progetto sperimentale un problema
di promozione della conoscenza dell'istituto rinnovato dell'apprendistato
presso il sistema delle imprese e di informazione dei giovani
sul progetto Questo problema resta ed è un problema soprattutto
in quelle regioni, non solo del Mezzogiorno, dove non esiste
e non è esistita una cultura dell'apprendistato nel settore
delle costruzioni. Altro tema, infine, quello della messa
in coerenza dei modelli formativi operativi con i reali fabbisogni
delle imprese. In questo caso si tratta di un tema più generale
perché il fabbisogno delle imprese è una sorta di grande incognita
di cui ogni tanto discutiamo, per poi scoprire che non esiste
un fabbisogno generale di settore semplicisticamente individuabile
ma esistono, ad esempio, tanti fabbisogni singoli, specifici,
ben individuati per aree geografiche e comparti produttivi.
E' ovvio che un modello generale, come quello da noi prodotto
vuole essere un software di gestione di un processo di apprendimento
estendibile ben oltre i due anni di apprendistato alla intera
fase di carriera professionale.
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| 3. Programmazione
territoriale |
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Il progetto apprendistato edilizia ha incontrato non poche
difficoltà con alcune realtà regionali nel vedere riconosciuta
la propria esperienza sperimentale. Esiste, più in generale,
il problema di come questo patrimonio di sperimentazione viene
trasferito a regime nei singoli contesti regionali. Attraverso
i Formedil regionali le scuole edili, all'interno delle procedure
di accreditamento regionale, stanno riproponendo alle Regioni
come esperienza da mettere a regime e da valorizzare - senza
pretese di esclusività - come esperienza significativa che
ha la forza di una sperimentazione nazionale nata in un contesto
molto differenziato di 38 province.
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| 4.
Metodologie di personalizzazione dei percorsi |
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E' necessario rendere più consapevoli le nostre scuole, rendere
più capaci i tutori delle scuole edili, come gestori dei processi
educativi e dell’interfaccia con i giovani e con l’impresa,
di personalizzare i percorsi e (senza pensare od ipotizzare
forme spinte di individualizzazione dei percorsi che appaiono,
ad oggi, difficilmente praticabili) articolare l’offerta formativa
in relazione alle opportunità e alle capacità degli allievi
e al tempo stesso alle prospettive e alle richieste del sistema
delle imprese.
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| 5. Modalità
organizzative dellofferta formativa |
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Si tratta di un punto molto delicato perché tutte le scuole
edili si sono trovate di fronte ad una difficoltà nel gestire
una formazione come quella per l'apprendistato con le procedure
giustamente rigide e tradizionali del Fondo Sociale Europeo.
Ci troviamo, infatti, di fronte a imprese delocalizzate, a
sedi formative difficili da delocalizzare per far fronte al
numero esiguo degli allievi, a difficoltà ad utilizzare in
maniera efficace tecnologie tipo formazione a distanza con
una elevata mobilità presente nel settore. Resta il problema
di una capacità di intervento anche su numeri limitati di
apprendisti rispetto al concetto classico dell'aula, perché
nel caso degli apprendisti parliamo di un universo di riferimento
diverso rispetto a una classe di allievi in formazione iniziale.
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| 6. Competenze
trasversali |
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Il progetto sperimentale per l’edilizia ha elaborato un percorso
didattico abbastanza complesso erogato in internet, editato
in quattro volumi e in 3 CD Rom. I contenuti trasversali sono
stati legati a competenze generali e a competenze operative
che, se si leggono le interviste sul profilo e le domande del
giovane apprendista edile, sono richieste dagli apprendisti,
quali capacità di lettura del disegno, sicurezza, capacità di
gestione del proprio rapporto di lavoro e così via. A questo
si è aggiunta una solida base di professionalizzazione perché
è nostra convinzione che per aiutare ad entrare in cantiere,
a lavorare in cantiere avendo una prospettiva di carriera, la
formazione esterna deve avere anche un contenuto professionalizzante.
Un sistema come il nostro, bilaterale e di settore, ovviamente
può dare questo come valore aggiunto perché è un sistema specializzato.
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Per concludere, che cosa è
stato
il progetto sperimentale delledilizia
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Il
grande contributo del progetto sperimentale può essere
così sintetizzato:
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1.
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l'aver creato, dentro il nostro
sistema bilaterale di settore, un segmento di offerta formativa
specialistico sullapprendistato;
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2.
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laver dotato le scuole edili
di modelli e strumenti per programmare e gestire interventi
formativi;
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3.
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l3. l'aver definito le linee guida
per apprendisti operai, per gli impiegati amministrativi e tecnici;
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4.
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4. l'aver promosso il sistema bilaterale
di formazione professionale di settore verso le Regioni e il
sistema territoriale delle parti sociali. |
Non tutto ha funzionato come avremo voluto ma si è trattato
di una esperienza significativa e importante che ci consentirà
di dare solida prospettiva di sviluppo all'azione delle scuole
edili nel comparto formazione per l'apprendistato.
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