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Istruzione > Formazione
Il settore edile: un laboratorio
per i modelli di formazione integrata
Intervento del Presidente del Formedil nazionale
Caludio GOMBIA
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- Introduzione
- Apprendistato
- Orientamento
- Innalzamento dell'obbligo scolastico
- Formazione integrata superiore
- Conclusioni
- Allegato
1: Alcuni esempi di esperienze FIS in corso
di attivazione
- Allegato
2: Le attività
formative delle Scuole Edili nell'area tecnica
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| La decisione
assunta dal Governo e dalle parti sociali con il Patto per lo
sviluppo e l'occupazione di "organizzare un'offerta integrata
di istruzione, formazione, ricerca e trasferimento tecnologico"
costituisce il riferimento obbligato anche per il sistema di
formazione del settore delle costruzioni.
Il modello proposto con il Patto per lo sviluppo
e l'occupazione e già tradotto in prime disposizioni
normative, costituisce una importante novità che può
consentire di mettere l'Italia al passo con l'Europa in termini
di elevamento complessivo dei livelli di istruzione e formazione
e di miglioramento delle competenze delle risorse umane.
Le parti sociali del settore delle costruzioni,
imprenditori e sindacati, possono mettere a disposizione per
il raggiungimento di questo obiettivo un polo formativo di
settore gestito in modo paritario.
La rete delle scuole edili, 90 centri coordinati
a livello nazionale dal Formedil e a livello regionale dai
Formedil regionali, ha sviluppato nel corso dell'ultimo decennio
un'ampia e articolata sperimentazione in materia di integrazione
tra istruzione e formazione e può, pertanto, presentarsi
all'appuntamento con requisiti di credibilità e affidabilità
e candidarsi ad interloquire con l'istruzione pubblica per
le tematiche inerenti il territorio, le costruzioni, l'ambiente.
Qualche dato di sintesi, tratto dal monitoraggio
svolto dal Formedil nel 1998, può rendere l'idea del
lavoro svolto nel campo della formazione post diploma per
l'inserimento dei giovani tecnici, e la specializzazione di
diplomati disoccupati.
Le scuole edili hanno realizzato nel 1997 77
Corsi di formazione post diploma, di durata annuale, che hanno
coinvolto circa 2.300 geometri, periti industriali, ragionieri
nelle differenti specializzazioni proposte,per un monte ore
pari a circa 40.000 ore di formazione.
A questa attività cospicua, realizzata
con attenzione alle dinamiche del mercato del lavoro locale
e quasi sempre in raccordo con gli istituti scolastici, va
aggiunta la vasta attività di aggiornamento, riqualificazione
e specializzazione dei tecnici occupati presso imprese del
settore delle costruzioni e dei diplomati e laureati, in particolare
sulle tematiche della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro:
337 corsi di durata breve per circa 7.240 allievi.
Il tema della integrazione tra istruzione e
formazione trova, dunque, nel settore delle costruzioni un
naturale laboratorio. E' per questo che il Formedil nazionale
attribuisce un grande significato all'iniziativa promossa
dalla scuola edile di Roma con questo convegno.
C'è, infatti un grande interesse da
parte di tutte le scuole edili provinciali affinchè
si determinino occasioni di raccordo con le iniziative promosse
dal Ministero della Pubblica istruzione. A tal proposito si
possono individuare tre aree di collaborazione: l'orientamento,
la riforma della scuola secondaria e l'innalzamento dell'obbligo
scolastico, la formazione superiore.
L'interesse verso queste tematiche si raccorda
con l'impegno che il sistema formativo del settore delle costruzioni
sta mettendo per essere presente in modo sempre più
forte e qualificato nel panorama della "nuova formazione professionale".
Vanno in questa direzione le decine di programmi
di ricerca e sperimentazione formativa attivati con l'aiuto
dei programmi Leonardo da Vinci, Force, Petra, Safe e delle
iniziative comunitarie Adapt e Youthstart, che vedono molte
scuole edili protagoniste di partenariati internazionali in
progetti di punta.
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Sempre in in questa direzione va il progetto
sperimentale nazionale di formazione per l'apprendistato in
edilizia che il Formedil, su mandato delle parti sociali di
settore, per incarico del Ministero del Lavoro, sta portando
avanti in questi mesi.
Si tratta di una sperimentazione di grande
rilievo per durata (biennale), articolazione territoriale,
dimensione quantitativa degli apprendisti coinvolti, progettazione
formativa e curriculare messa in campo, attività di
promozione dell'istituto del nuovo apprendistato (art. 16
legge 196/97) e di valorizzazione dell'immagine del settore
delle costruzioni:
Oltre 50 sono le province coinvolte nella sperimentazione,
2000 gli allievi impegnati in oltre 150 corsi modulari per
figure operaie e impiegatizie di tipo tecnico e amministrativo.
Essa rappresenta una delle sperimentazioni
più rilevanti, non solo per gli aspetti quantitativi,
ma perché mette alla prova le qualità organizzative
e gestionali delle scuole edili, la capacità di rispondere
in modo flessibile e in tempo reale alla innovazione legislativa,
l'attitudine a progettare interventi che raccordino in modo
nuovo il sistema formativo di settore e il mondo del lavoro.
Una sperimentazione che, al tempo stesso, sta
mettendo alla prova la tenuta e la praticabilità del
nuovo quadro normativo in materia di apprendistato, - soprattutto
nelle regioni del mezzogiorno -, il coordinamento tra Ministero
del Lavoro e Regioni, la coerenza di comportamento dei soggetti
istituzionali coinvolti. Si tratta, dunque, di un'esperienza
importante che con i suoi risultati positivi e con i non pochi
problemi emersi dovrà necessariamente confluire in
un progetto istituzionale a regime che, anche da parte delle
Regioni, valorizzi le potenzialità espresse e le competenze
acquisite dal sistema Formedil.
Una parte consistente delle attività
del progetto sperimentale è rivolta ad apprendisti
impiegati amministrativi e tecnici per la cui formazione è
stato allestito un sistema di 17 moduli formativi, con l'obiettivo
di consentire la progettazione concreta dei percorsi formativi
in relazione ai fabbisogni rilevati presso il sistema imprenditoriale
nei singoli contesti provinciali.
Si tratta di un'esperienza importante anche
perché si misura con un campione reale di circa 2.000
giovani e con l'obiettivo, non facile, di rilanciare l'immagine
del settore delle costruzioni attraverso la valorizzazione
di percorsi formativi propedeutici ad una crescita professionale
da sviluppare nel tempo.
Esiste una concreta possibilità di inserire
questi giovani in percorsi di carriera che intreccino esperienze
professionali acquisite in contesto lavorativo e ed esperienze
di formazione continua.
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Il recupero e la manutenzione delle città,
la conservazione e il restauro del patrimonio architettonico e archeologico,
la salvaguardia ambientale e la difesa del suolo, lo sviluppo di
un'edilizia nuova di qualità, costituiscono il terreno su
cui è possibile costruire con le istituzioni scolastiche
appositi percorsi di orientamento. Si tratta di un'attività
che le scuole edili hanno sviluppato nel tempo, tanto nel caso della
scuola media inferiore che nel caso delle quarte e quinte classi
degli istituti tecnici, e che oggi è opportuno inserire all'interno
del circuito integrato istruzione-formazione.
Questa attività di orientamento può
contribuire alla diffusione di conoscenze corrette sul settore delle
costruzioni e alla presentazione delle opportunità di inserimento
lavorativo che esso può offrire a giovani e ragazze.
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Innalzamento
dell'obbligo
scolastico |
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Un secondo ambito di interesse è dato dalla
riforma della scuola secondaria e dall'innalzamento dell'obbligo
scolastico.
Nel quadro della riforma dell'obbligo scolastico
è necessario garantire al sistema paritetico di settore la
possibilità di offrire attività formative per quei
giovani che scelgano di svolgere la prosecuzione dell'obbligo nella
formazione professionale e si indirizzano verso il mondo delle costruzioni.
In questi primi mesi di avvio della riforma abbiamo
ricevuto non poche segnalazioni da parte delle scuole edili provinciali
di una difficoltà ad essere riconosciuti come strutture verso
la quale è possibile formalizzare una scelta di indirizzo.
E' una situazione da affrontare con urgenza per dare
alle scuole edili, ai giovani e alle famiglie un quadro di riferimento
certo.
Le parti sociali del settore delle costruzioni, a
partire dagli anni settanta, hanno dedicato una quantità
rilevante di risorse per sostenere azioni di recupero della dispersione
scolastica, una rilevante attività di alfabetizzazione linguistica
e professionale destinata ai lavoratori stranieri, percorsi integrati
formazione professionale e scolastica che hanno utilizzato l'istituto
delle 150 ore per il recupero dell'obbligo scolastico.
E' per questo che possiamo affermare che il sistema
formativo edile non può essere utilizzato solo come carta
di riserva a fronte di emergenze sociali! Esso ha competenze e risorse
che vanno valorizzate e riconosciute.
Le scuole edili non chiedono zone di rendita, chiedono
di essere valutate nel concreto, per programmi, attività
svolte e risultati conseguiti nei singoli territori.
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Formazione
integrata
superiore |
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Si è già detto della ingente
attività di formazione post diploma avviata in questi
anni dal sistema Formedil.
Le sperimentazioni, che si sono concentrate
sulle aree del management di impresa e di cantiere, del recupero
e del restauro, della progettazione assistita e della sicurezza
sul lavoro, hanno attraversato l'intero ciclo del processo
di costruzione: dal progetto alla realizzazione di lavori
e opere, dalla costruzione alla gestione ed uso del patrimonio
edilizio.
Sono state messe in campo progettazioni formative
originali, si sono testati curricula innovativi, sono stati
forniti alle imprese migliaia di giovani attraverso il passaggio
in cicli formativi professionalizzanti.
Si tratta di attività nate sulla base
di una capacità delle scuole edili di interagire nei
singoli contesti come terminali sensibili per la valutazione
dei fabbisogni formativi. Ne è testimonianza la partecipazione
di tante scuole edili ai nuovi programmi integrati di intervento
attivati in sede locale sulla base di strumenti di politica
urbana come i Progetti Urban e Interreg, i contratti di quartiere,
i patti territoriali.
E' per questo che la FIS appare come il quadro
di riferimento naturale all'interno del quale far confluire
le attività avviate in questi anni.
Le esperienze presentate dal CEFME di
Roma vanno in questa direzione e costituiscono un riferimento
importante, replicabile in altri contesti provinciali. Altrettanto
può dirsi per le esperienze di Istruzione e Formazione
Tecnica Superiore attivate o in corso di attivazione in altre
province da importanti scuole edili: è il caso di Milano,
Firenze, Livorno, Genova, Lecco, Piacenza, Imperia, Verona,
Torino.
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Il sistema Formedil mette, pertanto, le proprie risorse
a supporto di un progetto integrato istruzione - formazione che
sia concreto e fattivo, basato su pratiche formative da sperimentare
e validare in sede locale.
Per rispondere a questa finalità è
fondamentale una partecipazione delle strutture della rete Formedil
ai comitati integrati previsti dal Patto del Lavoro a livello nazionale,
regionale e territoriale, all'interno di un Protocollo d'intesa
quadro con il Ministero della P.I..
Si tratta di una proposta che intendiamo fare per
rispondere alle attese del sistema imprenditoriale di settore e
alle opportunità di occupazione che si aprono nella consapevolezza
di poter concorrere agli obiettivi sopraesposti perché forti
di cinque condizioni che ci rendono competitivi:
-
rispetto dell'autonomia scolastica, terreno di
incontro naturale per un sistema, quello Formedil, caratterizzato
da forte autonomia e legami profondi con i contesti territoriali;
-
valore della presenza delle parti sociali nelle
attività di indirizzo, controllo e gestione degli enti
di formazione, sulla base di impianti contrattuali e statutari
di lunga tradizione;
-
affidabilità basata sulla concreta esperienza
acquisita sul campo;
-
adozione di un sistema nazionale di certificazione
dei crediti formativi - il libretto personale di formazione
edile- di derivazione contrattuale e conforme ai requisiti stabiliti
da Ministero del Lavoro e Regioni;
-
dimensione europea dell'attività formativa,
per il lavoro svolto nell'ultimo decennio attraverso la rete
REFORME costituita con organismi di formazione del settore delle
costruzione di Francia, Germania, Olanda, Portogallo e Spagna
e attualmente impegnata a mettere in campo sperimentazioni di
europerercorsi per giovani in formazione e apprendisti.
E' con queste credenziali e con spirito costruttivo
che chiediamo al Signor Ministro della Pubblica Istruzione l'apertura
di un dialogo diretto e la costituzione di un tavolo tecnico di
concertazione.
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