700mila posti di lavoro in meno in otto anni, centinaia di imprese costrette a chiudere. Il settore delle costruzioni si conferma tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi, eppure, potrebbe essere anche uno dei settori protagonisti della svolta. Formazione professionale, riqualificazione e manutenzione dell’enorme patrimonio edilizio italiano sono le parole d’ordine per vincere la sfida dell’occupazione e dello sviluppo: 700mila nuovi posti di lavoro a regime che possono arrivare a 1 milione considerando tutto l’indotto della filiera delle costruzioni, investendo in qualità, trasparenza, formazione e innovazione.
Ecco in sintesi il risultato dell’indagine Costruire il futuro 2014, terzo rapporto a cura dell’Osservatorio Innovazione e Sostenibilità nel settore edilizio (Oise) di Legambiente, Fillea Cgil, Feneal Uil, Filca Cisl, presentata oggi a Roma, nel corso di un convegno che ha visto la partecipazione, tra gli altri del Vice ministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti, del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, del Presidente Regione Puglia Nichi Vendola, del Presidente Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, del Segretario Generale Feneal Uil Vito Panzarella, del Segretario Generale Filca Cisl Domenico Pesenti, del Segretario Generale Fillea Cgil Walter Schiavella, del Presidente Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, del Presidente Commissione Attività Produttive Guglielmo Epifani, di Massimo Caleo ( Deputato PD), Chiara Braga (Responsabile Ambiente PD), Enrico Borghi (Commissione Ambiente della Camera), Raffaella Mariani (Deputato PD).

Il progetto Build up Skills I-town, finanziato da U.E. e coordinato da Formedil, presentato nel Rapporto OISE 2014

Il progetto Build up Skills I-town, finanziato da U.E. e coordinato da Formedil, presentato nel Rapporto OISE 2014

“Serve una politica industriale per le costruzioni che sia basata sugli obiettivi di efficientamento energetico e a sostegno dell’innovazione, così come avviene in tutti i maggiori paesi europei..” ha affermato Giovanni Carapella, Direttore del Formedil nazionale “Il sistema formativo delle scuole edili che fa capo al Sistema bilaterale delle costruzioni costituisce una rete fondamentale per adeguare il settore ai nuovi obiettivi strategici della sostenibilità, garantendo percorsi conoscitivi sul fronte dell’innovazione“.
Nel 2013, nonostante la crisi, il Formedil ha formato 164.300 lavoratori, tra operai (131.000), tecnici (30.450) e altre figure professionali e grazie al Progetto 16 ore MICS è stato protagonista di una vera e propria campagna di massa di alfabetizzazione professionale orientata alla sicurezza così come al nuovo modo di costruire.
Carapella ha poi ricordato come il Formedil sia uno degli attori principali del progetto europeo ITOWN che si propone l’obiettivo di creare e aggiornare programmi di formazione generali e istituzionali per la qualificazione di artigiani e altri lavoratori specializzati nei settori dell’efficienza energetica e dell’energia rinnovabile in ambito edile, secondo il piano di azione proposto nella roadmap italiana presentata nell’ambito del Pillar I dell’iniziativa “Build Up Skills Italy” attraverso corsi di formazione che rappresentino un investimento per la sostenibilità.
“La crisi – ha concluso Giovanni Carapella – sta determinando un forte disorientamento sul fronte delle piccole imprese edili. Per far fronte a questo disagio e a questa difficoltà di comprendere il cambiamento in atto il Formedil ha ideato e promosso Progetto Futuro, un’iniziativa che ha come obiettivo principale quello di aiutare le imprese e i lavoratori a vincere la sfida dell’innovazione, individuando gli aspetti fondamentali che stanno caratterizzando l’evoluzione del processo produttivo, i cambiamenti della domanda, delle relazioni, dell’organizzazione del cantiere e della gestione delle aziende. Tutto ciò nella consapevolezza che per vincere le sfide complesse che abbiamo di fronte sia essenziale puntare sulla conoscenza e su nuove professionalità.”

“Quel che manca realmente – hanno dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ed i segretari generali Feneal Filca Fillea Vito Panzarella, Domenico Pesenti, Walter Schiavella – è una spinta innovativa in grado di incrociare e tenere insieme le esigenze di miglior vivibilità e risparmio col tema della sostenibilità ambientale e diffusione delle fonti energetiche, col problema dell’accessibilità alla casa per le famiglie in difficoltà e la domanda di nuovi e più adeguati spazi col tema della sicurezza sismica e idrogeologica. Occorre una cabina di regia unica in grado di guidare il settore verso i nuovi obiettivi sfruttando tutte le opportunità offerte dall’Europa e dalle nuove tecnologie, per non rischiare di perdere, come già avvenuto precedentemente, anche i fondi strutturali 2014 – 2020. Occorre soprattutto fare chiarezza e semplificare le procedure per l’accesso alle detrazioni fiscali per i condomini, per esempio, e rivedere i meccanismi dell’ecobonus per gli interventi di efficienza energetica, che pur avendo garantito risultati positivi in termini di cantieri aperti, occupazione e diminuzione dei costi in bolletta, possono essere modificati in meglio”.

Il Rapporto Oise nasce proprio con l’obiettivo di aiutare la prospettiva di sviluppo e crescita del settore indicando strade concretamente percorribili attraverso l’innovazione e la formazione professionale, la scelta dei materiali e delle tecnologie, l’adeguamento normativo con l’adesione alle direttive europee.

Muovere l’innovazione del settore edilizio, integrando fonti rinnovabili e efficienza energetica, è una prospettiva di grandi opportunità per rilanciare il lavoro in edilizia ma deve essere accompagnata con forza da Governo e Regioni.
L’unico comparto in crescita è infatti quello della riqualificazione (+20% dal 2008 al 2014 secondo Ance), e la riqualificazione edilizia ha raggiunto quota + 65% del mercato delle costruzioni, ma lo sviluppo e l’innovazione richiedono un mercato trasparente e regolare, con livelli standard qualitativi elevati sia nei materiali che nelle tecnologie, nelle procedure e nella scelta dei fornitori, nell’attenzione alla sostenibilità ambientale. Occorre spingere per una riqualificazione complessiva del settore che escluda le imprese irregolari, il lavoro nero, il ribasso estremo dei costi a favore di una maggior innovazione, investimenti mirati, personale più qualificato, maggior specializzazione professionale.

La priorità è creare finalmente una cabina di regia nazionale per l’efficienza energetica in edilizia (una struttura, oltretutto, già prevista dal Decreto Legislativo 102/2014) che consenta di coordinare gli interventi necessari a mettere mano all’articolato patrimonio edilizio e di superare i problemi di accesso agli incentivi e al credito, di semplificare gli interventi, di valorizzare le opportunità legate alla programmazione europea 2014-2020.

L’impegno comune di Fillea, Filca, Feneal e Legambiente è di lavorare perché questa prospettiva prenda piede, per invertire la curva dell’occupazione e arrivare a 700mila posti di lavoro a regime nella alla riqualificazione e manutenzione dell’enorme patrimonio edilizio italiano, che possono arrivare a 1 milione considerando tutto l’indotto della filiera delle costruzioni.

 Scarica il Rapporto 2014 Innovazione e sostenibilità nel settore edilizio   rapporto OISE 2014 all_1700

 

 

 
 
 
 
 

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