Il 21 novembre scorso, all’Auditorium Inapp si è svolto il convegno “Competenze, lavoro e politiche attive: il valore informativo dell’Atlante lavoro”. La finalità del convegno era quella di presentare la nuova release dell’Atlante lavoro sviluppata dall’ Inapp a partire dal 2013, in collaborazione  con le istituzioni di governo dei sistemi di apprendimento e del lavoro, ai lavori ha collaborato anche il Formedil.

I lavori sono stati aperti dal presidente dell’Inapp Stefano Sacchi e dal presidente Anpal Mimmo Parisi, che nei loro interventi hanno evidenziato l’importanza del complesso lavoro sull’Atlante che definito strumento tecnico scientifico e di ricerca, utile per migliorare la domanda e offerta di lavoro. Il mercato del lavoro è cambiato non esiste più il “posto fisso” la vita media di un’impresa è di circa 10/12 anni e il lavoratore riesce a rimanere nella stessa azienda per un periodo non superiore agli 8/9 anni. L’Atlante così strutturato potrà essere l’anello di congiunzione tra imprese e lavoratori poiché nei prossimi 6 mesi sarà in grado di “mappare tutti i percorsi professionali”.

Riccardo Mazzarella dell’Inapp ha fatto una sintesi del lavoro svolto in questi anni e ha illustrato la nuova release del sito Atlante Lavoro. Una delle novità della nuova versione è quella dei percorsi “guidati per gli operatori”. Nell’Atlante sono stati codificati circa 163 profili green, suddivisi in: full green, ibridi e go green, inoltre sono state  introdotte competenze nelle aree dell’efficienza energetica e della digitalizzazione.

L’Atlante è, quindi, la mappa che collega il mondo del lavoro da una parte e il sistema di istruzione, formazione e apprendimento dall’altra, ed è il frutto di un lavoro costante e continuo che si pone come obiettivi:

  • riordinare il sistema delle Qualificazioni rilasciate in Italia per renderle trasparenti,
  • favorire il riconoscimento nazionale delle Qualificazioni regionali,
  • riconoscere crediti/debiti formativi verso percorsi di apprendimento formali,
  • supportare la validazione e la certificazione delle competenze acquisite in contesti di apprendimento non formali e informali,
  • dare strumenti di orientamento al lavoro, anche in un’ottica di servizi di profiling e bilancio delle competenze,
  • supportare la progettazione, valutazione e certificazione di percorsi di apprendimento (formazione professionale, alternanza, ecc.)
  • fornire gli strumenti per una adeguata programmazione dell’offerta formativa pubblica e definizione di policy nell’ambito delle politiche attive del lavoro regionali e nazionali,
  • allineare i fabbisogni delle imprese e del mercato del lavoro con l’offerta di competenze dei sistemi di qualificazione,
  • valutare l’offerta, l’analisi dell’innovazione tecnologica e l’evoluzione delle competenze nella domanda di lavoro,
  • essere un valido strumento di lavoro anche a supporto dei contratti collettivi  per identificare i profili professionali.

Al convegno erano presenti rappresentanti del ministero della Pubblica Istruzione, del ministero del Lavoro e dell’Anpal  e dell’Istat tutti ne hanno apprezzato l’utilità e le potenzialità.

 

https://atlantelavoro.inapp.org

 
 
 
 
 

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